Gibellina: città di rinascita artistica

Postato su Dicembre 02, 2019, 6:30 am
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Gibellina, in provincia di Trapani, risorge con fierezza e coraggio dalle macerie del terribile terremoto del ’68 in un tripudio di rivincita scultorea e culturale.

di Libero Bentivoglio

Gibellina Nuova è un luogo dall’ampio respiro culturale in cui confluiscono intrecci narrativi ed artistici degni di copertina. Così chiamata per distinguerla dalla parte antica, una ventina di chilometri di distanza, andata distrutta dal terribile terremoto del’68 e adesso un luogo della memoria dove un manto di cemento bianco, il Cretto di Burri ottenuto dalle macerie di quel che rimaneva del disastro sismico, ricopre e protegge dolcemente un luogo dove una volta c’era vita.

 

Cretto di Burri - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Cretto di Burri – © Vaghis – Viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Gibellina oggi è una città ex novo, simbolo di rinascita contemporanea urbanistica dopo un episodio di catastrofe naturale e si spera sia il primo dei tanti e che un domani possano comprendere anche la meravigliosa e coraggiosa cittadina de L’Aquila. Chapeau all’allora sindaco Ludovico Corrao che ha radunato e coinvolto un gruppo di architetti ed artisti nella ricostruzione della città. Attraverso tale progetto Gibellina Nuova ha assunto un ruolo anticonvenzionale e di spicco dal momento che si tramutò a tutti gli effetti in un museo a cielo aperto dove era possibile, nel momento delle fruizioni, ammirare la crescente metamorfosi che avveniva dinnanzi alle persone e prendere atto, giorno dopo giorno, che quella città stesse assumendo la propria storia e con essa la propria memoria da iscrivere nelle nuove opere d’arte.

 

Gibellina - Stele di Consegra

Gibellina – Stele di Consegra

Dal 1981 la Stella del Belice, opera monumentale di Pietro Consagra,  rappresenta l’ingresso ufficiale alla città. Il mastodontico portale di acciaio inox, dai suoi 26 metri di altezza, rappresenta le luminarie che impreziosiscono con il loro chiarore le feste di paese: probabilmente un richiamo simbolicamente di luce per la nuova città, protetta dalla grande stella lucente di speranza.

Una struttura a farfalla costellata di opere dal timbro fortemente simbolico, elemento chiave che congiunge le varie installazioni artistiche della città tra cui spicca la famigerata Montagna di Sale. Si tratta di un’opera in cemento, vetroresina e pietrisco che l’artista Mimmo Paladino realizzò nel 1990. Si presenta come una solida montagna padroneggiata da trenta cavalli in legno in un dinamismo variante: in piedi o coricati. Scenograficamente ispirata alla tragedia La sposa di Messina di Friedrich Schiller, la Montagna di sale è ubicata presso il Baglio Di Stefano, oggi sede di un museo di arte contemporanea.

 

Gibellina - Montagna

Gibellina – Montagna

Originariamente una masseria fortificata, tipica del paesaggio agricolo trapanese, nel 1982 il Comune acquista l’edificio e, dopo il restauro, lo trasforma in Museo delle Trame Mediterranee. Infatti oggi ad accoglierci vi è uno spazio espositivo all’aperto, ospitante attività culturali come il Festival delle Orestiadi: manifestazione internazionale che ogni anno accoglie eventi teatrali, musicali e di arti visive. Inaugurato nel 1996, il Museo custodisce oggetti tipici dell’area mediterranea tra cui costumi, gioielli, tessuti, ceramiche e oggetti d’arte.

 

Gibellina - Piazza del Comune

Gibellina – Piazza del Comune

Il restauro del granaio ha portato quest’ultimo a diventare il luogo dove è presente la collezione d’arte contemporanea. La Meridiana ellittica di Ettore Colla è una stupefacente scultura in ferro, nonché una rivisitazione mastodontica dello strumento di misurazione del tempo che, entrato in possesso di tutta la scala cromatica, ha deciso di dipingere Gibellina come una lacrima dispersa nell’immensità del mare.

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