GRAVINA IN PUGLIA: IL PAESE SCAVATO NELLA ROCCIA

Postato su Aprile 04, 2019, 4:45 pm
10  minuti

Gravina in Puglia, con origini risalenti al Paleolitico antico, custodisce un habitat rupestre grazie alle suggestive gravine

di Libero Bentivoglio

Gravina in Puglia si avvale della splendida ubicazione geografica tra Puglia e Basilicata, distando solo 30 minuti da Matera. Immersa nella natura selvaggia e delicata, Gravina di Puglia deve il suo nome particolarmente originale alle numerose gravine, incisioni erosive simili ai Canyon, che si trovano nella zona circostante. Con alle spalle una consolidata storia greco-romanica, la città è un confetto dal sapore calcareo misto a quello delle caldarroste.

Gravina in Puglia – © Vaghis viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Un perpetuo amarcord si abbatte dolcemente su di noi dal momento che entriamo nei quartieri medievali della città, rivitalizzando quel senso di appartenenza patriottico nostrano attraverso una sconfinata molteplicità di toccanti panorami.

Gravina in Puglia - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Gravina in Puglia – © Vaghis viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Ci troviamo nei rioni Piaggio e Fondovico, degni soggetti di un quadro di Escher. Essi sono i custodi assoluti di case che si incontrano e abbracciano in uno straripante vortice elicoidale dove si possono scorgere dalle finestre donne operose intente a raccogliere i panni stesi ad asciugare. Nei gesti semplici e quotidiani si rispecchiano le nostri tradizioni, usi e costumi abbondantemente rappresentati nel cinema d’autore di Ettore Scola in Una giornata particolare.



Questi rioni sono stati vissuti e lasciati come monito dell’Italia operaia dai contadini, zappatori e braccianti tra umiltà e sacrifici. Nel rione Fondovico signoreggia la chiesa-grotta di S. Michele, un vero incantesimo roccioso che infonde mistero e segreti celati nell’umidità fredda del materiale. Con ben 5 navate e 14 pilastri in pietra naturale, la chiesa ci catapulta nel cult I Goonies di Spielberg dal momento che nella grotta attigua sono visibili una serie di teschi e ossa umane, quasi come se ci trovassimo in una nave fantasma appartenuta ai pirati.

Chiesa/grotta di S. Michele ©Fabio Laddaga

Chiesa/grotta di S. Michele ©Fabio Laddaga

Dalla chiesa di S. Michele è possibile ammirare la collina di Botromagno, petra magna ossia grande pietra, dove è nata la civiltà di Gravina.

Adesso compiremo un viaggio sommerso nella Gravina Sotterranea, un mondo nascosto e dalla struttura labirintica di cunicoli scavati nella roccia a 15 metri di profondità. Una Gravina profonda il cui percorso misterioso è avvalorato da fasci di luce laterali che ne segnano la planimetria. Qui era presente una vera e propria fucina dove gli abitanti lavoravano i materiali per le costruzioni esterne; una cisterna che poteva contenere 750 mila litri d’acqua utilizzata sia per usi grastronomici che artigianali. Le luci donano alle pareti di tufo una spettacolarizzazione calda e infuocata, degna dello scenario mitologico appartenente a Efesto, dio del fuoco, delle fucine e dell’ingegneria.

Gravina Sotterranea

Gravina Sotterranea




Gravina è suddivisa in civiltà rupestre e medievale: a collegare le due culture è il Ponte Viadotto Acquedotto sul torrente Gravina. La massiccia costruzione a sei arcate, alta circa 30 metri e lunga circa 90, collega i due versanti della città. Sospeso sopra il torrente Gravina, fu costruito per permettere ai fedeli dal centro storico, i già citati rioni Piaggio e Fondovico, il raggiungimento alla Chiesetta della Madonna della Stella sul lato opposto. Divenuto ormai un simbolo scenografico della città, il ponte è l’emblema della congiunzione tra passato e presente.

Gravina in Puglia: Ponte Viadotto Acquedotto – © Vaghis viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Il parco Nazionale dell’Alta Murgia rappresenta la perfetta interazione tra natura allo stato puro e l’ingegno dell’essere umano che ne ha conosciuta le potenzialità, trasformandole in strutture in pietra. Il territorio, conosciuto e vissuto sin dai Normanni, è divenuto luogo di vivificazione umana per mano di pastori erranti e monaci. Sorsero infatti innumerevoli masserie che rappresentarono il modus vivendi prettamente campestre e dove si produsse una fervida attività commerciale di cereali e animali.

Strada campestre nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Strada campestre nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia – © Vaghis viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Gli jazzi erano il contenitore dentro i quali si viveva intensamente tale dimensione rurale. Edifici dove spicca la Quercia Roverella con la funzione di fare ombra durante la mungitura delle pecore e con un muro perimetrale ricoperto dalle pietre “paralupo” per rendere difficile al lupo saltare all’interno dello jazzo e saccheggiare così le pecore.

Punte argentee danzano al ritmo eolico: si tratta di una pianta conosciuta come il lino delle fate dal  momento che un’antica leggenda narra che le fate scendessero dai colli per raccogliere il lino e trasformarlo in luccicanti vestiti che la notte trasformava in una danza di lucciole.

Gravina in Puglia è una meta imperdibile che vi ingloberà nel suo grigio roccioso e ruvido facendovi tremare nella sua possente gloria naturalistica.

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