Isola dell’Asinara - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati
Da porto sicuro di antiche civiltà e corsari, a campo di concentramento e successivamente a luogo di detenzione. L’isola dell’Asinara è oggi uno dei luoghi di maggior attrattiva naturale, sia marina che terrestre, difese dal Parco Nazionale dell’Asinara.

I più attenti alla storia dei giorni nostri, ricorderanno l’Isola dell’Asinara come il luogo in cui i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, furono relegati, insieme alle loro famiglie e alla loro scorta, nell’estate del 1985, mentre si preparavano al maxi processo, quello contro Cosa nostra, a causa delle minacce di attentato che i due ricevettero non solo nei loro confronti, ma anche in quelli delle proprie famiglie. Così i due nuclei familiari furono costretti a vivere isolati sull’isola che era il luogo di reclusione degli ergastolani.

 

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L’isola non è nuova ad esperienze del genere, che hanno caratterizzato la sua storia e la sua destinazione. La sua particolare forma a clessidra, come sembra appari alla vista del satellite e la terra incontaminata riescono a riportare chi la visita in una dimensione arcaica, in una realtà in cui il tempo scorre lento ed è capace di far godere della bellezza naturale che circonda l’isola. Un posto che permette ai visitatori di rigenerarsi dalla vita frenetica cittadina e lasciarsi abbagliare dalle bellezze dell’ambiente selvaggio, dove anche gli animali vivono allo stato brado. Questo è uno dei motivi per cui nel 1995 nacque il Parco Nazionale, per difendere la natura incontaminata del luogo. Successivamente fu creata l’Area Marina Protetta. Nel punto più stretto dell’isola che ha una larghezza di 290 metri, è possibile affacciarsi su entrambi i lati delle sue coste, una vista meravigliosa.

L’origine del nome è incerta. C’è chi l’affianca alla presenza degli asini bianchi, chi, invece, rifacendosi al nome originario romano “Sinuaria”, lo avvicina alla sua forma sinuosa.

La sua storia è costellata da sbarchi importanti, che ne hanno caratterizzato la crescita. Sono presenti le Domus de janas di Campu Perdu, che confermano la presenza dell’uomo sull’isola fin dalla preistoria. Qui approdarono fenici, greci, romani, che la frequentarono come approdo nei lunghi viaggi attraverso il Mediterraneo. A testimoniare la presenza di varie popolazioni marine, sono i relitti nei fondali appartenenti a varie epoche. Uno dei più recenti è di epoca romana ed è stato rinvenuto davanti a Cala Reale, a pochi metri di profondità.

 

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Il Medioevo vide invece, l’arrivo dei monaci camaldolesi, in un’isola quasi del tutto isolata, tanto che era divenuta un approdo sicuro del celebre corsaro Barbarossa. Successivamente si spostarono sull’isola anche alcuni pastori. Ciò che cambiò la sua destinazione d’uso fu la costruzione della colonia penale agricola e della stazione sanitaria di quarantena nel 1885, che costrinse gli abitanti di allora ad abbandonare l’isola. Da qui a campo di concentramento durante la prima e la seconda guerra mondiale, il passo fu breve, come quello che la fece divenire, durante gli anni Settanta, carcere di massima sicurezza. Forse fu proprio il suo forzato isolamento a caratterizzare il suo ambiente naturale che oggi è possibile ammirare attraverso il Parco.

Le splendide acque dell’Asinara fanno parte del progetto Santuario dei cetacei. La zona è frequentata da delfini, balenottere e capodogli. Questi non sono gli unici animali marini che vivono le zone dell’isola. Importante è anche la fauna marina che vede la presenza delle alghe rosse e di posidonia oceanica.

La terra ferma non è da meno. Sull’isola sono presenti ben 700 specie di flora e 78 di fauna. Un paradiso della natura. Inoltre sono presenti un centinaio di asini bianchi, animali caratterizzanti dell’isola, che sono di dimensioni molto ridotte e che vivono liberamente sull’isola. Negli anni  sono stati reintrodotti anche il cinghiale e il muflone. 

I turisti possono tuffarsi nelle acque dell’isola evitando la zona A quella della spiaggia di Cala s. Andrea dove la presenza dell’uomo è consentita solo per ricerca scientifica e autorizzata dall’Ente Parco Nazionale dell’Asinara. È possibile fare escursioni in canoa nel canale, passeggiate equestri, in bicicletta o fare trekking. Bisogna ricordare che è severamente proibito campeggiare, pescare, cacciare, disturbare gli animali e appropriarsi di qualunque elemento naturale presente sull’isola. I turisti sono avvisati!

L’unico paese sull’isola si trova a Cala d’Oliva ed è l’unico posto dove è presente un bar, ristorante, pizzeria, l’ostello, una chiesetta e, sopra il paese, l’ex colonia penale, dove c’è un museo visitabile gratuitamente e il bunker di Totò Riina, ora gestito dall’associazione Libera.

 

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  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Porto Torres

Piazza Umberto I – 07046 Porto Torres (SS)
Tel. +39 0795008000
Sito web: www.visiteasinara.com
Email:  [email protected]