ISOLA POLVESE LOCUS AMOENUS

Postato su Maggio 31, 2017, 11:49 pm
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Monumenti interessanti disseminati tra uliveti, lecceti e canneti fanno dell’”Isola Polvese”, il luogo ideale per una gita fuoriporta all’insegna del relax.

di Anastasia Quadraccia

LIsola Polvese è l’isola più grande del lago Trasimeno e, assieme all’Isola Maggiore e all’Isola Minore, fanno parte del Parco Regionale del Trasimeno.

Il nome dell’isola sembrerebbe derivare dal termine polvento, indicante una zona sottovento; il paesaggio è segnato dalla presenza di una lecceta ad alto fusto, di un esteso canneto e di un oliveto secolare da cui si ricava olio extravergine di oliva.

Isola Polvese – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Frequentata già in epoca romana, come dimostrano alcuni ritrovamenti di opus reticolatum, viene nominata per la prima volta in un documento dell’817, nel quale Ludovico il Pio concesse a Papa Pasquale I la città di Perugia con le tre isole del lago.

Vari sono i luoghi d’interesse, come la chiesa di San Secondo, il monastero olivetano, la chiesa di San Giuliano e un castello del XIV secolo recentemente restaurato.



L’isola, che nel XIII secolo aveva registrato con la presenza di 88 famiglie il suo massimo, a poco a poco si svuotò, fino al XVII secolo in cui anche la comunità monastica degli Olivetani, insediatasi nel XV secolo, la abbandonò.

Nel 1959 l’isola venne acquistata dal conte milanese Citterio, che commissionò all’architetto paesaggista Pietro Porcinai il progetto di quello che è sicuramente il fiore all’occhiello dell’isola: il “Giardino delle Piante Acquatiche”, detto anche più comunemente “Piscina del Porcinai”.

Isola Polvese – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

L’architetto realizzò la piscina in una cava di arenaria dismessa, facendola alimentare dalle stesse acque del lago, concependola come locus amoenus dove, appagati dalla bellezza dei ninfei, riparati dagli alberi di ulivo e inebriati dal profumo della lavanda e del timo, potersi rilassare su uno degli “stenditoi”, realizzati nella pietra per poter prendere il sole.



L’isola, abitata oggi saltuariamente da un paio di famiglie e ormai proprietà dell’Amministrazione provinciale di Perugia, è meta turistica ed esempio di gestione ambientale secondo criteri di sostenibilità relativi ad agricoltura biologica, impianti di fitodepurazione e sistemi di risparmio energetico. È destinata a Parco Scientifico Didattico e Laboratorio Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile e come tale dedicata ad attività di ricerca, sperimentazione, educazione e turismo ambientale.

L’isola Polvese è facilmente raggiungibile con il servizio di traghetti che partono dalla località di San Feliciano.

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