LE LISCE DI PENNADOMO: I GIGANTI BUONI

Postato su Luglio 02, 2017, 7:36 am
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Come giganti buoni e maestosi, “le lisce” si ergono a protezione di Pennadomo, un bellissimo borgo dell’Abruzzo Citeriore, che vi divertirete a girare insieme a noi e che vi lascerà senza fiato.

di Boris Gagliardi

Tra le tante particolarità che ci è capitato di incontrare in terra d’Abruzzo, vi consigliamo vivamente Pennadomo. Questo paesino di soli 400 abitanti, poggiato ad un costone roccioso nella Valle di Sangro in provincia di Chieti, si contraddistingue per  le “lisce”, dei caratteristici pinnacoli rocciosi che si ergono maestosi nella parte alta del borgo, come giganti che sovrastano e proteggono gli abitanti del luogo.

Il borgo di Pennadomo

Seguendo i tornanti che precedono l’arrivo al paesino si ha come l’impressione di costeggiare degli enormi lastroni di pietra che sembrano in procinto di caderti addosso e che invece si mantengono da secoli  in splendido equilibrio. La loro mole e la loro forma così particolare sembra aver in qualche modo influenzato il carattere degli abitanti del luogo, rendendoli  forti, coraggiosi ed indomiti scalatori.



La roccia grande detta “Lisce di Santa Maria” si staglia maestosa verso il cielo ed è raggiungibile fino alla vetta grazie a gradini fatti in pietra appositamente scavati. La vista sulla valle è suggestiva e ricca di fascino: il lago di Bomba, le morbide colline di uliveti e vigneti cui fanno da contrappasso le guglie che si aggrovigliano una dopo l’altra, la gola della cascata della Gran Giara, l’insenatura del torrente San Leo che sfocia nel lago.

“le lisce”

Simbolo di Pennadomo, isolato e imponente nella vallata sottostante il paesino, è il Resegone: una lama di roccia alta circa 80 metri, lunga 200 e larga appena 3, simile ad un foglio di carta pietrificato. Il suo lato occidentale esposto al sole è libero da vegetazione e adatto alle arrampicate, mentre quello orientale è ricoperto da vegetazione.



Nella parte alta del paese sopra le ultime case si staglia il Paretone, con le sue pareti verticali e lisce e ancora più su, isolata la guglia detta “Cima Fumosa”, dove si trovano i resti del castello medievale fatto costruire dal re Caldora nella prima metà del ‘400.

Il lago di Bomba

Salendo ancora più in alto il paesaggio cambia nuovamente e ad ampi spazi si alternano altre guglie e pinnacoli e poi gli scalini ripidi incassati nella roccia che ci portano in cima al Paretone. Tra questi scalini si dipana un sentiero che porta ad un altro posto unico: le Placche dell’Oasi. Lo spettacolo che vi attende è altrettanto suggestivo: una stretta sporgenza pianeggiante posta trasversalmente sotto lisce e alte pareti ed in fondo un’alta ciclopica lama di roccia che corre parallela alla roccia fino al fiume a circa un metro di distanza e che crea come un canyon, uno stretto e buio vicolo naturale, fatto per essere ammirato ma non attraversato.

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