LECCO, QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO

Postato su Dicembre 12, 2017, 5:13 am
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«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi […]»: questa è Lecco.

di Flaminia La Malfa

Il ramo del lago di Como, descritto da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, è il ramo di Lecco, una delle tre sezioni del lago, insieme al ramo di Como e a quello di Gera.

Questo è il paesaggio dove Manzoni ha vissuto da adolescente, a Villa Manzoni, insieme al padre Pietro, ed è lo stesso scenario in cui l’autore decide di ambientare il suo capolavoro letterario.

Lecco - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i di-ritti riservati

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Lecco è infatti intessuto dei luoghi manzoniani: la stradina che si biforca in un bivio, dove avviene l’incontro tra Don Abbondio e i Bravi, all’inizio dell’opera, esiste realmente e conduce, da una parte, al Monte Resegone e, dall’altra, verso valle. Lo stesso Monte Resegone, con il suo «profilo a sega, creato dai tanti cucuzzoli in fila», si staglia imponente sulla cittadina, così come Manzoni ce lo descrive.



Nel 1628, anno in cui è ambientato il romanzo, Lecco era un borgo fortificato, sotto il dominio spagnolo; viene definita da Manzoni «la principale di quelle terre» lombarde «che s’incammina a diventar città». Manzoni ricorda il Castello, voluto dal Duca di Milano Azzone Visconti nel ‘300, di cui oggi resta visibile solo la Torre Viscontea, nel centro storico cittadino. La Lecco fortificata aveva, oltre al castello, un bastione cinquecentesco, sul quale oggi si erige il campanile della città, e le mura che la difendevano.

Lecco: Villa Manzoni

Lecco: Villa Manzoni

Se usciamo dall’atmosfera manzoniana seicentesca in cui siamo immersi attraverso le parole dil Manzoni, non prima di aver visitato, però, Villa Manzoni e il Museo Manzoniano, possiamo ammirare tutto il resto che Lecco ha da offrire.

Dal punto di vista naturalistico, all’occhio non può sfuggire il binomio imprescindibile di acqua e roccia che caratterizza la cittadina: affacciata sul lago di Como e contornata da montagne, può essere maggiormente apprezzata durante una passeggiata sul lungolago.

Lecco: Lungolago - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i di-ritti riservati

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Proseguendo la visita, ritagliatevi del tempo per camminare sul Ponte Azzone Visconti, che prende il nome dal duca di Milano che lo fece costruire nel «punto in cui il lago cessa e l’Adda ricomincia», se vogliamo ancora affidarci alle parole manzoniane; primo ponte costruito in città, vanta ben settecento anni di vita e per questo, a giusto titolo, è chiamato dai lecchesi Ponte Vecchio.

Ponte Azzone Visconti - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i di-ritti riservati

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Il campanile della Basilica di San Nicolò è alto ben 96 metri; pensate, la stessa altezza del Big Bang di Londra. Eretto su un torrione del ‘500, offre una vista su tutta la città e anche oltre a chi vorrà salire fin quassù.

Per non dimenticare mai il passato i lecchesi hanno creato il Santuario Nostra Signora della Vittoria per ricordare i caduti della Grande Guerra: la Chiesa è arricchita da stimabili opere d’arte mentre la cripta conserva le spoglie dei militi caduti.

Lecco: Il campanile della Basilica di San Nicolò - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Per finire, ma potrete scovare molto altro da vedere, uno sguardo al Pescarenico, il borgo dei pescatori, anch’esso descritto da Manzoni, di cui potrete godere in due modi: camminando per gli stretti vicoli o andando sull’altra sponda dell’Adda per guardarlo da lontano.

Non fatevi mancare un giro in bici sulla lunga pista ciclabile che, lungo l’Adda, collega Lecco a Garlate ed Olginate, per poi risalire da Calolzio e Vercurago.

Lecco: Pescarenico - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO: www.comune.lecco.it