NISIDA: L’ISOLA CHE NON C’É

Postato su Febbraio 22, 2018, 7:18 pm
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“Nisida è un’isola, ma nessuno lo sa”: così dice Edoardo Bennato nella sua canzone, composta ammirando lo sperone nel mare dalla terra antistante dove abitava.

di Flaminia La Malfa

Compresa nell’Arcipelago delle Isole Flegree, Nisida è la più piccola delle isole del golfo di Napoli e sorge nel mare di fronte a Posillipo, al quale è legata alla terraferma tramite un unico collegamento stradale.

L'isola di Nisida

L’isola di Nisida

Nisis, in greco, vuol dire “piccola isola”, così come troviamo scritto in Omero che, raccontando dell’isola di Polifemo, secondo alcuni studiosi, parlerebbe proprio di Nisida e non di una piccola isola a caso, facendo approdare Ulisse proprio a Porto Paone; tra Nisida e Capri vivrebbero, inoltre, le sirene cantate dal poeta.

Anche Cicerone parla dell’Isola di Nisida, quando scrive all’amico Attico di essere stato ospite di Bruto. Infatti, storicamente, sappiamo che Marco Giunio Bruto avesse una residenza estiva sull’isola, da dove, probabilmente, avrebbe ordito, insieme a Cassio, la congiura contro Cesare.

Cervantes parla di Nisida raffigurandola come una donna che, con la sua bellezza femminile, ricca di fascino, attrarrebbe gli uomini, facendoli innamorare di sé.

Inoltre una leggenda narra di una fanciulla, Nisida, corteggiata da Posillipo, figlio di una divinità e già promesso in sposo ad un’altra, raccontando che entrambi sarebbero stati puniti dalle ire divine e trasformati in scogli perché si erano opposti alla volontà degli dèi.

Perché Nisida è definita “l’isola che non c’è”?

Perché emerge dal mare come un isolotto roccioso e verdeggiante, ma è anche legata alla terraferma da una lunga, e unica, strada asfaltata costruita sul mare, che le sottrae la caratteristica di isola, rendendola una penisola; ma l’apposizione “isola che non c’è” le si addice bene anche perché c’è, ma è come se non ci fosse, per gli abitanti della terraferma che, a volte, si dimenticano di lei e di ciò che ospita.

L'isola di Nisida

L’isola di Nisida

Un tempo sede dell’Accademia dell’Aeronautica, ora spostata a Pozzuoli, oggi Nisida si divide tra un presidio militare e un carcere minorile, aperto nel 1934.

Il carcere è stato istituito in modo da punire i minori, ma anche e soprattutto per riabilitarli insegnando loro materie scolastiche, che apprenderebbero se fossero liberi, e un mestiere, così da renderli in grado di reinserirsi nella società e di proseguire una vita normale, una volta usciti da lì.

Eduardo De Filippo si impegnò a favore dei minori, facendo promuovere una legge, la Legge Eduardo, a tutela dei ragazzi a rischio, mentre un progetto dell’Amatori Napoli Rugby, partito nel 2005, cerca di aiutarli anche attraverso lo sport.

Tranne in rare occasioni, ad esempio tramite l’Associazione Vivara Onlus, con la quale è possibile effettuare delle visite guidate in alcune domeniche dell’anno, proprio per ciò che ospita, l’isola di Nisida non è liberamente visitabile dai turisti, motivo per cui la natura originaria dell’isola è rimasta, in molte zone, incontaminata, soprattutto nella parte che si affaccia sul mare, che ospita l’insenatura di Porto Paone (o Pavone), quella stessa raccontata da Omero come approdo di Ulisse, chiamata così per la sua somiglianza alla coda dell’animale.

Per i meno fortunati, che non dovessero riuscire a recarvisi, in quanto un po’ difficoltoso, l’isola è, però, ben ammirabile dal Parco Virgiliano di Pozzuoli che ne offre un’incantevole vista dall’alto.