ORATINO: PIETRA, ARTE E TRADIZIONI

Postato su Gennaio 27, 2018, 2:05 am
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Oratino è un borgo che fa dell’arte della pietra scolpita il proprio emblema, un’arte espressa nel corso dei secoli nelle opere di numerosi scultori, pittori, doratori. Il borgo è testimone di un passato che è stato conservato con cura nel corso del tempo.

di Gianluca Grandinetti

Nell’entroterra molisano, a quasi 800 metri slm, non molto distante dal capoluogo Campobasso, c’è Oratino, piccolissimo borgo di nemmeno 1500 abitanti di origine medioevale, che dall’alto del suo colle domina la valle del Biferno.

Il borgo è di probabile origine normanna; l’impianto urbanistico ha mantenuto nei secoli le sue caratteristiche peculiari, con le strette stradine selciate in pietra, che si intersecano disordinatamente seguendo il rilievo, le bellissime piazzette, le abitazioni storiche, molte delle quali in sasso, elementi che hanno fatto di Oratino uno dei borghi più belli d’Italia. 

Panoramica di Oratino

Nel corso dei secoli il paese molisano ha visto all’opera tanti artigiani locali: fabbri, scalpellini, doratori, vetrai e pittori che nelle loro botteghe hanno creato oggetti d’arte che hanno ingentilito i monumenti storici ed arricchito il patrimonio pubblico e privato del borgo medioevale. Tutti i portali delle case di Oratino, infatti, sono arricchiti da decorazioni ottenute dall’incisione della pietra, che testimoniano la tradizione storica e ancora viva degli scalpellini. Un tempo tantissime famiglie possedevano una cava e la tecnica artistica degli scalpellini veniva tramandata da padre in figlio. Pochi sanno che gli scalpellini di Oratino hanno pavimentato Budapest e contribuito all’arricchimento decorativo del Santuario di Castelpetroso, non molto distante e facilmente raggiungibile.

Tra le numerose tracce degli artigiani ed artisti locali, visibili nelle facciate di molti palazzi nobiliari del centro storico, il più rilevante è senz’altro il quattrocentesco Palazzo Ducale, chiamato anche Palazzo Giordano, nell’omonima piazza, che prende il nome dalla famiglia feudataria nobiliare che lo abitò e ristrutturò a fine Settecento, demolendo le quattro torri esistenti per adattarlo ai gusti dell’epoca.

Nel centro storico cittadino, troviamo anche la quasi millenaria chiesa di Santa Maria Assunta, di origini medievali, ma rimaneggiata nel corso dei secoli. All’interno, nella volta della navata centrale, troviamo un affresco di Ciriaco Brunetti (1791), che raffigura l’Assunzione della Vergine. Interessante è un ostensorio d’argento del 1838, pregevole lavoro di oreficeria di Isaia Salati, nipote di Ciriaco Brunetti. Al centro dell’opera è l’Assunta, ai piedi della quale sono le allegorie della Fede e della Speranza, poste ai lati della base dell’ostensorio.

Appena fuori dal centro storico si trova la settecentesca chiesa di Santa Maria di Loreto, definita come la chiesa più spettacolare del Molise, un raro esempio, in regione, di Rococò; la chiesa, edificata su una precedente costruzione di origini medioevali, è una tipica chiesetta di campagna al cui interno sono collocate due antiche sculture lignee di ottima fattura.

A caratterizzare però la Oratino medioevale sono i resti della torre medievale, che si eleva solitaria sul dirupo, dal quale per secoli ha sorvegliato gli antichi tratturi, i percorsi delle greggi che scendevano dall’Appennino nelle loro transumanze.

La torre della Rocca, di pianta quadrata, ha un’altezza di dodici metri, con un ingresso sopraelevato rispetto al pavimento; sull’architrave dell’ingresso è scolpito un gallo all’interno di un cerchio.

Oratino

Oratino: la “Faglia”,

Ad Oratino si svolgono tre feste molto tradizionali: la festa delle “Lessate“, il 17 di gennaio, giorno di S. Antonio Abbate, con offerte di buon auspicio di cereali e legumi lessati, la festa di Sega la Vecchia, a metà Quaresima con l’allegorica finta del taglio della schiena di una signora anziana, con l’auspicio di tagliare il vecchio passato per far posto a un sereno avvenire, infine nella notte della vigilia di Natale, la “Faglia“, che è l’accensione e combustione di un enorme fascio fatto di canne, per offrire calore e gioia al’arrivo del Bambin Gesù.

La cucina di Oratino, come del resto tutta la cucina molisana è povera e rimanda ad alimenti rurali e montani che oggi dal punto di vista nutrizionale sono molto apprezzati. Una cucina che fa uso di legumi (fagioli, ceci), carne di maiale e pasta fatta in casa.

PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO: www.comune.oratino.cb.it