ASPRO IL MONTE, IL PAESAGGIO, LA VITA.

Postato su Settembre 14, 2016, 11:12 pm
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Parco Nazionale dell’Aspromonte dove natura, leggenda e storia abitano luoghi impervi.

di Anastasia Quadraccia

Áspros” in greco antico significa “bianco”, bianchi come sono i calanchi, rocce corrose dal mare, che caratterizzano il paesaggio del massiccio calabro-peloritano di cui l’Aspromonte fa parte. Ma “aspro” evoca immediatamente la durezza e la ruvidezza di un territorio impervio, attraversato da fiumare e tormentato da alluvioni.

“Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque” scriveva infatti Corrado Alvaro aprendo la prima novella di Gente in Aspromonte.

Aspromonte

Duro il paesaggio e dura la vita, quindi, per chi ha abitato e per chi ancora abita la punta del nostro stivale. Implacabile come il terrore seminato dal brigante Musolino, che negli anni tra il 1895 e il 1905 mise in ginocchio la Calabria, sequestrando e uccidendo sette persone.
Ma l’Aspromonte è anche la terra dei misteriosi monumenti di granito cristallino modellati dall’acqua e dal vento, come la sfinge di Cappa o le Rocche di San Pietro, dove la cima più alta, il Montalto (1955 metri) è definito “calamita delle nuvole”, la terra del verde, della rigogliosa macchia mediterranea e dei fiori, come la viola, il croco, il narciso, l’orchidea, il mirto sacro a Venere e l’asfodelo degli Inferi, caro a Proserpina.
È teatro di miti greci: il pastore Glauco, dopo aver mangiato delle erbe miracolose, viene tramutato in un dio marino e Scilla, la donna da lui amata, viene trasformata dalla maga Circe in un mostro, terrore dei naviganti.
È scenario della Chanson d’Aspremont, poema epico francese del XII secolo, nel quale si racconta di un giovane Orlando accorso in aiuto di Carlo Magno contro il re dei Saraceni Heaumont.
Dal 1989 riconosciuto Parco Nazionale distaccato da quello della Calabria, è articolato in Centri Visita, dai quali il visitatore può partire per intraprendere un percorso, immerso nella natura, alla scoperta della storia del territorio e delle genti che vi abitano attraverso pannelli espositivi e filmati.
All’interno del Parco è possibile assaggiare alcuni prodotti tipici della tradizione pastorale e contadina: in alcuni villaggi dell’area grecanica si può gustare direttamente dai produttori, poiché non destinato al commercio, un rarissimo formaggio pecorino realizzato con uno stampo di legno particolare, la musulupa, che lascia sulla forma un’impronta circolare raffigurante figure umane e pupazzi.
Propria delle zone montane è anche la coltivazione di alcune varietà di patate e di fagioli, denominati pappaluni, ingredienti essenziali per la preparazione delle zuppe, pasto base nella dieta contadina.
Tramandata di generazione in generazione dalle sapienti mani dei pastori è la lavorazione del legno, utilizzato per fabbricare oggetti utili alle attività rurali e per produrre strumenti musicali, quali tamburelli e zampogne.
Alle donne spetta l’arte della tessitura e del ricamo, caratteristica è infatti la produzione di coperte intessute con fiori di ginestre e la lavorazione delle “pezzare”, stoffe variopinte, ricavate da vecchi abiti.

La comunità grecanica
Gran parte delle città incluse nell’area protetta del Parco, si contraddistinguono per una peculiare tradizione e per essere custodi di un ben definito patrimonio culturale. La comunità di Bova è capitale dell’area grecanica di Calabria, strenuo baluardo della cultura magno greca e della minoranza linguistica greca d’Italia insieme alla Grecìa salentina.
A partire dagli studi effettuati nel secolo scorso dal filologo Rohlfs, vari sono stati negli ultimi anni i tentativi da parte della stessa regione Calabria di tutelare questa lingua, proponendone alle scuole lo studio e l’adozione del bilinguismo durante le lezioni.
Seppur nell’ambiente scolastico l’iniziativa non abbia dato i risultati sperati, la tradizione greco-calabra ha trovato una propria dimensione nella musica. Appuntamento fisso nel mese di Agosto col festival itinerante “Paleariza”, giunto ormai alla sua diciannovesima edizione, per tutti coloro che vogliano conoscere e apprezzare questa realtà.

Storia e Natura del Parco Nazionale dell'Aspromonte

Parco Nazionale dell’Aspromonte