PITIGLIANO: “TRA SOGNO E REALTÀ”

Postato su Novembre 25, 2018, 11:28 pm
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Pitigliano, antico borgo della Maremma, regala ai viandanti suggestioni che li proiettano in uno spazio sospeso “tra sogno e realtà”.

di Boris Gagliardi

Pitigliano nella provincia di Grosseto è uno splendido borgo nell’area di tufo della Maremma Toscana. Insieme a Sorano, è una meta suggestiva ed imperdibile per noi appassionati viandanti. Posizionata a strapiombo su di uno sperone di tufo, la rupe è circondata da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nella roccia. Di giorno Pitigliano guarda fiero sulle vallate circostanti dove scorrono i torrenti del Lente, Meleta e Prochio, offrendo una meravigliosa vista sulla natura selvaggia ed incontaminata della Maremma.

Panoramica di Pitigliano di notte – © Vaghis – viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

Di notte, illuminato dai sottili raggi della luna, Pitigliano  sembra sospeso nel nulla come in una tela metafisica. Il caratteristico centro storico, la presenza della sinagoga e del ghetto ebraico tra le sue mura gli è valso la definizione di “piccola Gerusalemme”. In realtà, la storia di Pitigliano comincia molti secoli prima e agli Etruschi è attribuibile la costruzione delle Vie Cave, scavate a mano nelle rocce e utilizzate come via di comunicazione e di difesa delle necropoli, del Parco, dell’area archeologica e dei resti dell’antica città di Statonia. Oggi numerosi reperti sono conservati all’interno del Museo Archeologico in un’ala di Palazzo Orsini. Questa famiglia per secoli governò Pitigliano difendendolo dagli attacchi di Siena e Orvieto prima, e della Firenze Medicea poi. Passeggiando per i vicoli del borgo, arte cultura e storia si legano mirabilmente. Il tempo qui sembra essersi fermato facendoci entrare negli spazi e nelle atmosfere di una fiaba o di una poesia.

I caratteristici vicoli di Pitigliano – © Vaghis – viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

Le case fatte in pietra, i palazzi storici, le luci delle piazzette, gli scorci sugli affacci, le botteghe dove vecchi e giovani artigiani “aggiustano le cose”, le trasformano, le rendono ecosostenibili. Gli antichi sapori e profumi che si avvertono fuori dalle taverne e dalle osterie parlano di uomini che amano lavorare la terra e raccoglierne il frutto, la vite.

 



Come non farsi sedurre sedendosi ad una tavola imbandita? Ora, ad esempio, ci troviamo nel ghetto di fronte al Forno delle Azzime ed il vento che soffia si infila veloce tra le vie, nelle cantine, dentro i portoni portandosi dietro i profumi che ne escono da dentro. Ci lasciamo trasportare ed arriviamo davanti alla cattedrale dei santi Pietro e Paolo: la facciata punta in alto verso il campanile, all’interno le tele che raccontano le storie dei santi.

Pitigliano: La cattedrale dei santi Pietro e Paolo - © Vaghis - viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

Pitigliano: La cattedrale dei santi Pietro e Paolo – © Vaghis – viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

Usciamo e ci perdiamo di nuovo nelle viuzze di Pitigliano. Sbuchiamo di fronte ad un’altra chiesa: è san Rocco, forse la più antica dell’abitato. Ci spostiamo verso la piazza centrale. È novembre e c’è poca gente in giro. Fa freddo. Al lato della piazza si ode il rumore dell’acqua che scorre. È la fontanella delle Sette Cannelle.

La fontanella delle Sette Cannelle - © Vaghis - viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

La fontanella delle Sette Cannelle – © Vaghis – viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati

Poco più a sud, si susseguono una serie di arcate tonde dove i pilastri poggiano su quella che certamente era la cinta muraria medievale: è l’Acquedotto Mediceo, che, ricoperto dal tufo, si integra perfettamente col paesaggio. Ormai è quasi sera ed è arrivato il momento di ripartire. Mentre scendiamo i tornanti che ci riportano verso il mare, ci fermiamo un attimo al Belvedere, di fronte il santuario della Madonna delle Grazie. La massiccia roccia e le antiche abitazioni del paese quasi non si distinguono, si confondono nel buio che avanza divenendo un unico corpo, una immagine che lentamente si dissolve fino a scomparire.

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