SANTO STEFANO DI SESSANIO: IL GIOIELLO NELLE ROCCE

Postato su Marzo 21, 2019, 11:35 pm
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Santo Stefano di Sessanio è un piccolo gioiello che ha fatto del turismo sostenibile il suo caposaldo.

di Valentina Belli

Santo Stefano di Sessanio è una perla incastonata nelle rocce del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in Abruzzo, al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore.

Questo microscopico borgo di soli 116 abitanti si fregia di essere uno dei Borghi più belli d’Italia per il suo sapore medioevale e per le pietre che racconto leggende di cavalieri erranti. Santo Stefano di Sessanio è una delle mete più gettonate per il turismo sostenibile grazie all’iniziativa di Daniel Kihkgren, giovane imprenditore svedese, che nel 2002 ha deciso, insieme al comune e al Parco, di dar vita ad una “Carta dei valori per Santo Stefano di Sessanio”. L’animato obiettivo di Kihkgren è stato infatti quello di ricostruire e valorizzare il borgo, rendendolo ad oggi un albergo diffuso.

Santo Stefano di Sessanio: Vista del borgo – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Sin da tempi antichi Santo Stefano di Sessanio deve la sua prosperità alla  posizione strategica in cui è situato, ovvero fra importanti crocevia commerciali, fra cui il Tratturo regio: strada maestra della transumanza di connessione tra L’Aquila e Foggia.



Ma è solo nel 1579, quando diventa possedimento della potente famiglia de’ Medici, che Santo Stefano di Sessanio conosce il suo massimo splendore.
La famiglia Medicea, guidata da Francesco de’ Medici, fa di Santo Stefano di Sessanio uno dei più importanti centri commerciali, diventando famoso per la Lana Carfagna, una particolare lana nera che veniva usata per le vesti di monaci e soldati.

Santo Stefano di Sessanio: Centro storico - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Il centro storico – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Questo momento di sviluppo si riversa come l’acqua delle montagne su tutto il paese, facendo fiorire l’architettura di quel tempo che ancora oggi è ben visibile in palazzi e logge: una vera e propria fioritura artistica.
L’intero borgo di Santo Stefano di Sessanio è costruito in pietra calcarea bianca e le case sono una vicina all’altra così da creare una cinta difensiva, tipica struttura dei paesi montani.
La porta di accesso al borgo è la Porta Medicea, su cui è ancora riconoscibile lo stemma della famiglia fiorentina.

Santo Stefano di Sessanio: Le case in pietra calcarea bianca - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Le case in pietra calcarea bianca – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Nel cuore del paese è possibile ammirare la maestosa Torre Medicea e la Chiesa di Santo Stefano fuori le mura, entrambe ancora in fase di ricostruzione dopo il terremoto del 2009. La strada principale ci conduce ad uno dei palazzi medicei più grandi del paese: il Palazzo del Capitano, caratterizzato da due finestre bifore di gusto tardo-gotico.

La Torre Medicea



A partire dal 2000 è divenuto albergo-ristorante con il nome di “La Bifora”, dove è possibile assaggiare la famosissima lenticchia di Santo Stefano di Sessanio. 
Santo Stefano di Sessanio inoltre è un ottimo punto di partenza per tutti gli appassionati di escursionismo e le sue montagne offrono sentieri più o meno impegnativi.
Il più famoso ed anche il più suggestivo rimane quello che porta a Rocca Calascio, antico castello in rovina che domina la distesa di Campo Imperatore; conosciuto dagli appassionati di trekking e indimenticabile set cinematografico nei film Lady Hawke e Il nome della rosa.

Rocca Calascio - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Rocca Calascio – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Da non lasciarsi scappare il suggestivo laghetto di Santo Stefano, con una piccola chiesa del XVII sec., che cambia scenario ad ogni stagione, meta imperdibile per gli appassionati di fotografia.
L’Abruzzo è vibrante come le sue terre e lo ricorda costantemente ad ogni angolo di questo borgo, l’aspra terra in cui è nato e la fertile identità artistica l’hanno reso un luogo inedito e sorprendente.

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