SCANZANO JONICO: PERLA CRISTALLIZZATA IN UNO SCATTO

Postato su Maggio 03, 2019, 6:52 pm
7  minuti

Scanzano Jonico, in un avvolgente magia del dio Eolo, è sospeso in aromi di tabacco e agrumi

di Libero Bentivoglio | servizio fotografico a cura di Michele Santarsiere

Scanzano Jonico è ricoperta da finissimi granelli di sabbia dorata che imperlano il borgo marino dai bagliori lucenti che si posano sulle sue acque terse.

Nel cuore del Peloponneso guerrieri dai volti bronzei e lunghi capelli formarono una popolazione indoeuropea che creò una fitta rete di piccoli regni ben muniti da fortificazioni difensive. Le loro armature abbaglianti avevano come unica fonte di luce la lancia dell’espansione territoriale e commerciale.

Scanzano Jonico – © Michele Santarsiere

I prodi combattenti, fieri di chiamarsi Micenei, allargarono la loro visione di potere al di là della propria terra ampliando il loro traffico commerciale fino all’Italia meridionale.

Quando giunsero a destinazione furono colti da una folgore di entusiasmo quando ai loro occhi si palesarono colori verticali e orizzontali generati dall’habitat circostante. Monti rigogliosi bagnati dal mare immenso che mutava costantemente forma a seconda della corrente.



La civiltà micenea di stampo palaziale, ovvero il palazzo reale assumeva centralità politico-amministrativa, si insinuò in modo radicale e concreto nel modus vivendi della popolazione italica ed oggi infatti abbiamo in eredità il Palazzo Baronale. Il “Palazzaccio”, come un re che si rispetti, è ubicato nel centro urbano di Scanzano Jonico.

Scanzano Jonico: Palazzo Baronale - © Michele Santarsiere

Scanzano Jonico: Palazzo Baronale – © © Michele Santarsiere

La sua pianta quadrata è arricchita dalla torre merlata dove un tempo il vento portava con sé messaggi provenienti dall’anno Mille, intrisi di incenso e spiritualità ed oggi nella piccola cappella della “Théotokos”, Madre di Dio, è possibile contemplare il Crocifisso Ligneo e una corona d’argento di SS. Maria Annunziata del ‘700.



Le case bianche del borgo sono arricchite dai colori pastello di pesche, fragole e kiwi trasudanti di freschezza e succosità. Una siesta gustando un frappè, sentendo il rumore del tabacco trinciato e l’avvolgersi di una sigaretta sotto lo sguardo attento di un vecchietto che non ha assolutamente perso la sua maestria articolatoria. Un cappello di paglia, occhiali scuri e una bottiglietta d’acqua fresca refrigerante e quella sensazione di appartenere mondo avente come destinazione la spiaggia.

Scanzano Jonico: Centro storico - © Michele Santarsiere

Scanzano Jonico: Centro storico – © Michele Santarsiere

Possiamo scorgere un faro, che formando un continuo cerchio, illumina le acque per i pescatori. Siamo di fronte alla Torre Aragonese: inizialmente voluta come punto di avvistamento nemico, successivamente fu ribattezzata “Torre Faro” proprio per consentire ai pescatori di portarsi a casa il loro bottino marino. Scanzano Jonico ereditò il proprio nome da quello arcaico dato alla Torre: Turris Hischinzanae.

Scanzano Jonico: Torre Aragonese – © Michele Santarsiere

Gloriosi alberi vi indicheranno la strada verso “Terzo Cavone”, una spiaggia dal respiro wild. Dopo aver attraversato una pineta filtrata dai tiepidi raggi del sole del mattino, giungerete ad una distesa granellosa incontaminata il cui mare è ricco di flora e fauna marina. Al pomeriggio sentirete il rumore dei lanci delle lenze guidati da mani esperte e seguite da occhi profondi come le acque azzurre di Scanzano Jonico che impasta in un grande recipiente agrumi il cui succo inebria i nostri sensi.

Marina di Pulsano

Marina di Pulsano

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