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Sèn Jan di Fassa
Sèn Jan di Fassa è il paese alpino che raccoglie con orgoglio l’eredità di una delle lingue più antiche giunta fino ai nostri giorni

 

Nella Val di Fassa, in provincia di Trento, sorge Sèn Jan di Fassa, un piccolo comune che prende il nome ladino di san Giovanni Battista. Di recente costituzione, nasce solo il 1 gennaio 2018 dall’unione di Pozza di Fassa e Vigo di Fassa. La storia del luogo ci riporta indietro nel tempo sino all’età del Mesolitico, quando gli uomini primitivi attraversarono i valichi per ricercare i territori più adatti alla caccia. A Mazzin, nel complesso delle alpi dolomitiche, a 1.550m sono stati trovati reperti che costituiscono il “castelliere retico” del Col di Pigui, che conferma lo stanziamento di una piccola comunità già nel V secolo a. C. Qui era stato costruito un piccolo villaggio con capanne in legno, fortificato da un massiccio vallo di difesa.

 

Sèn Jan di Fassa

Sèn Jan di Fassa

 


I numerosi reperti ritrovati e conservati nel Museo Ladino di Fassa sono testimoni, oltre che dello stile di vita dell’epoca, anche di una lingua che, a contatto con quella latina, diede origine al ladino, parlato ancora oggi nelle valli che circondano il massiccio del Sella, in Svizzera nel Canton dei Grigioni e in Friuli, anche se in diverse varietà locali. 

Oggi Sèn Jan di Fassa è meta turistica di grande interesse grazie alle Dolomiti, recentemente proclamate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per il loro particolare colore chiaro e rosato, che cambia a seconda dell’ora del giorno e che viene dato proprio dal peculiare minerale presente nelle rocce, la dolomite. È possibile ammirare, infatti, all’alba e verso sera le pareti che si colorano di rosso, secondo quel fenomeno che viene identificato come enrosadira. Questi colori stupendi, che ammaliano tutti i visitatori, nei secoli hanno dato vita a numerose leggende, una delle quali racconta del re dei nani, Laurino, che ricoprì le montagne di rose per corteggiare la bellissima principessa Similde.

 

Sèn Jan di Fassa

Sèn Jan di Fassa

 


Grazie alla presenza di numerosi turisti, come naturalisti, alpinisti, collezionisti, scrittori, artisti provenienti da tutta Europa e semplici ammiratori del suggestivo paesaggio, lungo le montagne è possibile praticare diversi sport, cimentarsi in lunghe e rilassanti passeggiate ed entusiasmanti arrampicate. 

Particolare importanza ha avuto la caccia e l’allevamento del bestiame che per secoli è stata la primaria fonte di sostentamento degli abitanti, tanto che lo stemma della Comunità di Fassa è caratterizzato dalla figura di un pastore. Caratteristici sono anche i tobiè, fienili dai colori scuri che raccontano stralci di vita contadina e artigiana. Inoltre, storica è la presenza di una sorgente idrosolforosa, già molto nota nel Medioevo e utilizzata per la cura di malattie cutanee e polmonari.

 

Sèn Jan di Fassa

Sèn Jan di Fassa

 

Da sempre, è stata mantenuta viva la tradizione legata al ladino, per il quale nel 1975 la Provincia Autonoma di Trento istituì l’Istituto culturale Ladino Majon di Fasegn – il Museo Ladino, che ha sede nell’antico “Tobià de la Pieif”. Il suo scopo è quello di raccogliere, ordinare e studiare i materiali che raccontano la storia, l’economia, le leggende, il folklore, i costumi e la lingua della gente ladina. Inoltre, ne promuove la diffusione non solo nelle scuole, ma soprattutto attraverso i media, per evitare che se ne perdano le tracce.

  INFORMAZIONI UTILI

Comune di San Giovanni di Fassa – Comun de Sèn Jan

Piaza de Comun n. 1 – Pozza – 38036 Sèn Jan di Fassa (TN)
tel. +39  0462 764758
Sito web: www.comune.senjandifassa.tn.it

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