TRANI: LA PERLA DELL’ADRIATICO

Postato su Marzo 12, 2017, 8:32 am
8  minuti

Trani la città che si sveglia sul mare e si addormenta con i riflessi di luce che colorano l’acqua

di Boris Gagliardi

Chi è nato sul mare, in una città di mare sa benissimo gli effetti che esso produce sul corpo e sull’anima e se li porta con sé ovunque egli vada. Il profumo del mare, quello dell’aria salmastra, i colori, verde e azzurro, il suono delle onde e quello dei gabbiani ti entrano dentro lasciandoti il segno, per sempre. La bellezza di Trani non è solo in questo ma pure in tutte quelle peculiarità che la caratterizzano e che la rendono una città godibile da vari punti di vista. Ad esempio, il colore bianco del marmo (il famoso marmo di Trani) e delle pietre che la costituiscono si sposa benissimo con l’azzurro del suo mare e le piccole case basse che costeggiano il porto, un tempo abitate dai pescatori del luogo, contrastano mirabilmente con la sua bellissima cattedrale che si erge verso l’alto guardando di fronte il mare.

Trani vista dal mare

Trani vista dal mare

La stessa banchina che di giorno è abitata dai pescatori che scaricano il pesce dalle loro barche ormeggiate e da chi va lì per comprarlo, di notte si trasforma nei luoghi, nei bar e nei locali ideali per la movida notturna dei giovani tranesi e di coloro che vengono dalle città vicine per visitarla. Il suo porticciolo posto in un’insenatura naturale, con le sue barche variopinte, danno di Trani un’ immagine mirabile, come quella di un quadro. Di notte, poi, quando si accendono le luci salendo sui Bastioni del Fortino che costeggia la Villa comunale è possibile vedere uno dei paesaggi più suggestivi che abbia mai incontrato. Passeggiando a zonzo per i vicoli del borgo antico, nella parte orientale, risalendo dal porto mi ritrovo nella parte della città abitata dalla comunità ebraica. Ora sono in Via del Cambio, in memoria dei banchi di cambio. Chiedo informazioni ad un passante e mi racconta che un tempo nella Giudecca vi erano ben quattro sinagoghe e che adesso sono conservate la Sinagoga ‘Grande’ – poi chiesa di S. Anna ed oggi Museo – e la Sinagoga Scolanova. Continuo a camminare, passo sotto un arco ed ecco che di fronte mi si apre una grande piazza dove si ergono meravigliose, una accanto all’altro la famosa Cattedrale ed il Castello Svevo.

Trani vista dal mare

Trani vista dal mare

Decido di entrare prima nel Castello, faccio il biglietto e mi prenoto per la visita guidata. Il castello è stato edificato nella città di Trani nel 1233 sotto il regno di Federico II. Il figlio di Federico, Manfredi, spesso vi si fermò per soggiornarvi ed in esso si sposò. Oggi il Castello viene utilizzato anche come luogo di eventi. Si tengono i “Dialoghi di Trani”, rassegna che unisce scrittori, giornalisti, editori, attori. Spazi dedicati alla danza si susseguono ad altri rivolti al teatro o al cinema, in momenti di incontro e di confronto culturale. Esco dal portone di accesso al Castello e mi muovo verso la Cattedrale. La cattedrale di San Nicola Pellegrino, patrono di Trani. Ma quanto è alto il campanile!? Davanti c’è un po’ di gente in attesa. Una sposa sta per uscire. Si alzano chicchi di riso in cielo, tra fischi e schiamazzi. Qualche turista come me prova a non farsi colpire e ad entrare dai lati. Sono dentro. Ce l’ho fatta! Mi trovo nella cripta di San Nicola e in quella di Santa Maria. C’ è un grande silenzio. E’ incredibile il contrasto tra dento e fuori. E’ come se entrassi in due mondi, due flussi, due stati interiori diversi e paralleli. Per gioco passo più volte dentro e fuori il portone. Poi salgo le scale e mi trovo nella navata laterale della chiesa. Le navate sono tre. Gli spazi enormi. Ti senti davvero piccolo qui dentro. Ma la mente trova quiete.

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