TREVISO: LA PICCOLA VENEZIA DELLA TERRAFERMA

Postato su Luglio 09, 2019, 5:41 am
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Treviso, l’antica Tarvisium romana, è una piccola città veneta dove antichi palazzi si riflettono nello specchio d’acqua che più la caratterizza.

di Flaminia La Malfa

Treviso fu fondata in epoca romana, della quale ancora rimangono testimonianze nelle antiche mura costruite intorno alla città, raggiungendo però il suo maggior splendore durante l’epoca medievale e dei comuni, quando vennero edificati quelli che tuttora sono i palazzi più importanti della città.

Treviso – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Per entrare a pieno nel vivo della località trevigiana una passeggiata lungo Calmaggiore è perfetta: la principale via del centro collega la parte storica e politica a quella religiosa da Piazza dei Signori a Piazza del Duomo. Camminando si incontrerà la cosiddetta Fontana delle Tette, così chiamata per ovvi motivi, ma che ha una sua storia ben precisa alle spalle.



Nel 1559 la fontana, che sgorgava vino bianco da un seno e vino rosso dall’altro, venne creata per festeggiare il sindaco trevigiano salito in carica in quell’anno e usata poi, da quel momento, per festeggiare ogni nuovo insediamento. Quella che vediamo a Calmaggiore, che eroga acqua e non buon vino per il dispiacere degli estimatori, è solo una riproduzione dell’originale del 1559, oggi conservata nel Palazzo dei Trecento, uno degli edifici che si affacciano su Piazza dei Signori, centro politico e culturale di Treviso, insieme al Palazzo del Podestà e alla Torre civica.

Treviso: Fontana delle Tette - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Il Palazzo dei Trecento, così chiamato perché qui vi si riunivano in passato i trecento membri del consiglio comunale, fu eretto nel 1210 e subì, come tutta la città durante la seconda guerra mondiale, i bombardamenti che arrecarono danni ancora oggi visibili, come a non dimenticare il passato. Nella parte inferiore del palazzo fu costruita una struttura con archi di forma irregolare: la Loggia dei Cavalieri, chiamata così perché qui si intrattenevano i nobili di epoca medievale con giochi di società.



Il Palazzo del Podestà, tutto in mattoni rossi che si fondono con la struttura della Torre civica, alta 48 metri, era un tempo, come ricorda il nome, la sede del Podestà che, una volta presa la carica, si trasferiva qui e vi alloggiava, dal momento che la norma voleva che dovesse essere un forestiero e non un trevigiano.

Treviso: Piazza dei Signori, Palazzo Trecento e Torre civica - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Allontanandosi da Piazza dei Signori non possiamo farci mancare una passeggiata in quella che è definita la “zona dell’acqua”, o “zona dei Buranelli”, che prende il nome sia da uno dei rami del Botteniga, uno dei fiumi che bagnano Treviso, sia da un’antica famiglia originaria di Burano che possedeva un palazzo nelle vicinanze.

Treviso - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Qui scorrono i principali fiumi e affluenti che bagnano Treviso e le regalano il paragone con la più grande e rinomata Venezia. Raggiungendo la Peschiera, un piccolo isolotto fluviale collegato alla terraferma tramite dei ponti, si possono ammirare i palazzi che si affacciano e si specchiano nell’acqua, osservare le ruote degli antichi mulini un tempo utilizzati grazie all’energia idrica, e farsi prendere per la gola da qualche prelibatezza che si può trovare al tradizionale mercato trevigiano del pesce che qui trova la sua sede.



Collocato qui perché vicino al centro cittadino, ma sufficientemente distante e distaccato per non creare noia, motivo per cui fu scelto questo luogo intorno alla metà dell’800 quando, da Piazza dei Signori, fu spostato qui, oltre al fatto che la vicinanza dell’acqua fluviale non fa che giovare all’andamento commerciale del mercato.

Ripercorrendo le sponde del Sile e del Canal Cagnan, o Botteniga, giungiamo, da un lato a Ponte San Francesco e, dall’altro, a Ponte Dante. Sì, non è un caso che riporti il nome del poeta immortale; infatti Dante soggiornò a Treviso per un periodo durante il suo esilio e di Treviso parla nel IX canto del Paradiso quando dice “Là dove Sile e Cagnan s’accompagna”, proprio ad indicare i due fiumi che scorrono e si uniscono nella città trevigiana.

Treviso: Ponte Dante - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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