LA VALLE DELLA LUNA: PARADISO INCANTATO

Postato su Agosto 11, 2016, 7:38 am
8  minuti

“La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime […]Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. E’come la libertà stessa”

di Daniela Cimino

Queste parole tratte dal libro Sea and Sardinia di David Herbert Lawrence descrivono chiaramente la sensazione di meraviglia e stupore che si prova una volta arrivati nell’incantevole Valle della Luna. Da non confondere con la Valle della Luna, detta anche Piana dei Grandi Sassi, presente nel territorio di Aggius; questa è una piccola valle lunga circa 500 m che si trova nel comune di Santa Teresa di Gallura (OT).

Chiamata in dialetto gallurese Cala Grande, dagli anni sessanta diventa il paradiso degli hippy e gli viene attribuito il nome di Valle della Luna.

Hippy della valle della luna

Hippy della valle della luna

Due grosse pietre che segnano l’entrata danno l’impressione di essere su un altro pianeta, immergono lo spettatore in una realtà completamente nuova e così lontana dal mondo frenetico, la sensazione è quella di pace e serenità. Dopo aver attraversato un cancelletto in legno preparatevi ad una vera e propria scarpinata, non portate oggetti pesanti, le scarpe da ginnastica o da trekking sono obbligatorie per poter affrontare in maniera più comoda il percorso tra le rocce secolari. Avventuratevi seguendo i vari sentieri proposti su di una mappa all’inizio del percorso, il profumo di mirto selvatico vi accompagnerà per l’intero tragitto. In questo luogo surreale vi faranno da cornice sassi di granito sardo, maestose pareti di rocce che si stagliano al cielo, macigni dalle forme particolari e fantasiose, pietre che nel silenzio della valle sembrano parlare e fare il coro al vento che si insinua fra di loro. Vi sono anche svariate grotte realmente abitate, è possibile notare, in alcuni angoli vicino ad esse, brocche, suppellettili, oggetti personali appartenenti a chi vive in questo luogo.

Ad un certo punto avvisterete un totem in legno, la baia che si intravede come un quadro visto da lontano sarà la vostra ricompensa dopo tanta fatica; finalmente potrete rinfrescarvi in un acqua cristallina. In questo luogo unico nel suo genere, proprio per questa particolare conformazione geologica, nel medioevo erano confinati lebbrosi e malati contagiosi. Quell’epoca è lontana, come già accennato, a partire dagli anni ’60 c’è chi ha scelto di viverci nonostante il divieto di campeggio in vigore in tutta la zona, vivendo a stretto contatto con la natura, rispettandone ritmi e cicli stagionali, passando dal sole cocente al freddo e alla pioggia invernale.

Totem della valle della luna

Totem della valle della luna

Durante il periodo estivo, il piccolo gruppo di gente che vi abita, aumenta e può arrivare fino a 300 persone, un numero non facile “da gestire”. Negli anni è capitato più volte che gli abitanti di Santa Teresa abbiano chiesto l’intervento dei carabinieri. Se capitate nel periodo che va da maggio a ottobre vi consigliamo di assistere al falò che viene accesso nelle serate di Luna Piena. Ma chi sono gli abitanti della Valle della Luna? Li ha raccontati il musicista e regista Giovanni Buccomino in un documentario presentato in vari Festival tra cui l’Hot Docs Canadian International Documentary Festival di Toronto ; lo stesso Buccomino ha vissuto nella valle per due anni. Oltre ai figli dei fiori “storici”, a chi ha deciso di passare un periodo della propria vita in questo paradiso terrestre,troviamo alcuni stranieri, la fama della Valle, ha infatti oltrepassato il mare e anche i confini italiani. In molti vi si recano alla ricerca di un posto dove “ritrovare se stessi”. Gli abitanti della Valle sono forse tra gli ultimi rappresentanti di una scelta di vita che, nella società odierna, può risultare incomprensibile. E’ però in parte anche merito loro se la Valle della Luna ha conservato incontaminata tutta la sua atavica e naturale bellezza. Un esempio di come l’uomo possa convivere con la natura, non solo non contaminandola, ma addirittura contribuendo a preservarla.