LE VALLi DI COMACCHIO: SALMASTRA SIMBIOSI

Postato su Agosto 14, 2019, 3:37 am
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Le Valli di Comacchio, divise dall’Adriatico da una fascia costiera e delimitate a nord dal corso del Po di Volano e a sud dal fiume Reno, costituiscono un importante patrimonio naturalistico, frutto della simbiosi tra l’acqua e l’uomo.

di Anastasia Quadraccia

Le Valli di Comacchio, racchiuse nel Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna, si estendono per circa 12000 ettari e rappresentano uno dei più straordinari ecosistemi europei. Dichiarate “zone umide d’importanza internazionale”, rientrano nelle direttive CEE come siti di “interesse comunitario” e “zone di protezione speciale” per la conservazione degli uccelli.

Valli di Comacchio - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Scarsa profondità e acqua salmastra rappresentano l’habitat per molte specie di uccelli acquatici, costituendo infatti il luogo ideale per  svernamento, la nutrizione e la nidificazione: fenicotteri, avocette, spatole,volpoche, cavalieri d’Italia sono gli esemplari più facilmente avvistabili tra le 320 censite.



Le Valli di Comacchio, originatesi nell’Alto Medioevo a causa dei fenomeni di abbassamento del suolo per fenomeno di subsidenza e di impaludamento della zona costiera, inizialmente si estendevano per una superficie di circa 73.000 ettari ed erano valli di acqua dolce, formatesi dalle alluvioni dei fiumi; a partire dal XVI secolo s’aggiunse l’ingresso delle acque marine, che diedero vita alla definitiva valle d’acqua salmastra.

Valli di Comacchio - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Due erano le attività principali esercitate in queste valli: la pesca, in particolare quella di anguille, e l’estrazione del sale.

L’organizzazione della pesca tradizionale, testimonianza della grande laboriosità e caparbietà di questi popoli, è fondata da sempre sulle strutture di casoni e tabarre, situate tra argini e dossi.
In origine i casoni erano costruiti con canne e paglia poi, a partire dal XVII secolo, furono rifatti in muratura e con più vani.
La loro funzione era duplice poiché servivano sia come stazione di pesca sia come punto di appostamento per garantire la protezione delle valli dalla pesca di frodo.

Valli di Comacchio - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Oggi, a seguito di un accurato restauro, possono essere visitati diversi casoni di appostamento (Foce, Coccalino, Donnabona ecc.) e due da pesca: il casone Pegoraro e il casone Serilla, che era uno dei maggiori. Qui è possibile osservare un esempio di lavoriero tradizionale, una trappola fissa in acqua, che consentiva oggi come allora di praticare la pesca dell’anguilla.

Valli di Comacchio - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Il lavoriero è un manufatto formato da una serie di bacini comunicanti a forma di punta di freccia, anticamente costruito tutto in grisole (fasce di canna palustre legate da paviera) e pali in legno, oggi realizzato in cemento e griglie metalliche, materiali più resistenti e più moderni che però non hanno mutato l’antico modo di pescare.



Le saline costituivano un’altra attività estremamente remunerativa per la Valli, che fu spesso anche motivo di conflitto con Venezia e lo Stato Pontificio.
In epoca napoleonica, nel 1810, venne realizzata una salina moderna, mentre pare che fino ad allora il sale prodotto fosse frutto di depositi spontanei.
L’estrazione del sale è proseguita fino al 1984 anno in cui si è interrotta l’attività di estrazione.
Oggi la salina è meta di visite guidate ed escursioni in quanto si tratta di una zona umida di notevole valore naturalistico, dove nidificano moltissime specie di uccelli e dove, da alcuni anni a questa parte, nidificano anche i fenicotteri rosa.

Valli di Comacchio - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Visitare le Valli di Comacchio permetterà di immergersi in una natura incontaminata a pochi passi dal mare, lontano dalla frenesia della città potendo assaporare, con visite guidate e gite in barca, le tradizioni di un popolo che da sempre vive in simbiosi con l’acqua.

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Panoramica su Comacchio, antica città lagunare, ora città di terraferma.

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