VERRÈS E LA FORTEZZA DI IBLETO. UNA PASSEGGIATA NEL TEMPO

Postato su Giugno 02, 2018, 7:45 pm
9  minuti

Verrès è un borgo della Valle D’Aosta e si trova a 391 metri di altitudine, alla confluenza del torrente Evançon con la Dora Baltea, in una zona ampia e pianeggiante.

di Gianluca Grandinetti

Verrès con i suoi 2700 abitanti sorge là dove sorgeva il castrum romano di Vitricium. È il comune meno esteso della Valle D’Aosta, ma sicuramente uno dei più importanti data la sua posizione di centralità. Dell’epoca romana è da ricordare il ponte (di cui oggi rimangono solo dei resti) che permetteva di superare l’Evançon ed era parte di una importante arteria di comunicazione: la via delle Gallie.

Il paese è dominato dall’imponente castello, posto sulla rocca che chiude l’accesso alla Val d’Ayas e che cattura l’attenzione di chi transita in questa zona: una fortezza feudale trecentesca, fatta costruire da Ibleto di Challant intorno al 1390, caratterizzata da una struttura monoblocco, tetragona, dal carattere indiscutibilmente maschile e militare. Come il suo creatore del resto, Ebalo, detto Ibleto, di Challant, che tale aspetto le diede sul finire del XIV secolo. Ibleto e il suo castello: così simili da rispecchiarsi reciprocamente.

Verrès: Il castello

Verrès: Il castello

Il castello di Verrès è un’autentica macchina da guerra, molto all’avanguardia per quel tempo: 30 metri di lato, muri perimetrali che superano i 2 metri e mezzo di spessore, un unico ingresso anticipato da un ponte levatoio e difeso da una piombatoia e da una saracinesca in ferro; una sequenza di ben 151 caditoie! Inquietante e imprendibile.

Ma basta entrare per restare sorpresi dalla poesia e dalla luce tutta particolare del cortile interno. Al centro la grande cisterna e, tutt’intorno, lo svolgersi armonioso dell’impressionante scalone in pietra ad archi rampanti. Un guscio massiccio, ma dai dettagli raffinati e preziosi. Come le splendide bifore a ogiva del piano nobile, le eleganti modanature e le decorazioni degli stipiti di porte e finestre, o come le volte di alcune sale: a botte, a cassettoni, a ombrello.

Dopo aver visitato il castello, una volta scesi in paese, non potrete non essere rapiti dalla maestosità della Prevostura di Saint-Gilles con l’annessa chiesa parrocchiale (complesso conosciuto anche come Collegiata di Saint-Gilles).

Il nucleo architettonico della Collegiata di Saint-Gilles è quasi in perfetta simmetria col castello e risale approssimativamente all’anno 1000. Particolare interesse desta la trifora dell’antica cappella di Ibleto nella parete di fondo: si tratta della più bella finestra in pietra di tutta l’architettura gotica della Valle d’Aosta. Annessa è la chiesa parrocchiale di Sant’Egidio, costruita su una precedente chiesa romanica.

La cascina Murasse, edificio del 1512 utilizzato come scuderia dalla famiglia Challant, è formata da una cinta muraria merlata su un lato, dalla lunga e bassa costruzione della stalla a volta ribassata e dalla torre colombaia, segno di signoria e privilegio della nobiltà. All’interno del borgo si possono visitare inoltre le cappelle dell’Addolorata, della Madonna delle Grazie, di San Grato e di San Rocco.

Se siete dei cinefili non potete non fare tappa a Verrès: come molti altri luoghi della zona ha fatto da scenario al film Avengers e a quello di Age of Ultron.

Verrès: Il carnevale

Verrès: Il carnevale

Da non perdere, in occasione del Carnevale, la suggestiva rievocazione storica della figura di Caterina di Challant. Il castello e la cittadina si risvegliano nel Medioevo: infatti, non vi sarà difficile imbattervi nella contessa Caterina di Challant mentre balla e riceve le chiavi urbiche, attorniata da conti, guardie armate e capitani in costume dell’epoca, in occasione dello storico contenzioso per il castello.

Gli altri appuntamenti che vi segnaliamo sono: il “Mercatino verreziese dello scambio e dell’occasione” che si svolge la prima domenica dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre nel centro storico del paese, le serate enogastronomiche a San Rocco il 16 agosto e a Sant’Agostino il 28 agosto.

Per gli amanti della pesca, lungo il corso della Dora, si trova una riserva regionale di pesca, anche invernale, per pescatori che praticano il “No Kill”, vale a dire per coloro che rilasciano il pescato. L’area comprende l’arboretumBorna di Laou”, impiantato nella prima metà degli anni ’50, che si estende su una superficie di circa 6 ettari.

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