Viterbo
Viterbo, capoluogo della Tuscia è di antica origine etrusca, ha grandi tradizioni storiche e conserva un assetto monumentale tra i più importanti del Lazio.

Viterbo è definita da secoli la “Città dei Papi” in memoria del periodo in cui la sede papale fu trasferita in questa città. Cinta da alte mura medievali merlate su cui si aprono otto porte d’accesso, ha massicce torri ancora oggi pressoché intatte.Il nucleo storico iniziò a svilupparsi verso l’anno 1000 intorno all’antica Castrum Viterbii sul colle del Duomo e nel breve volgere di poco più di due secoli, raggiunse uno sviluppo talmente notevole da contendere alla vicina Roma l’onore e l’orgoglio della sede papale. Il merito va ad Alessandro IV che, nel 1257, decise di trasferirvi la Curia Papale per via del clima ostile che a Roma si respirava, qui furono eletti ben otto papi e sempre qui fu scomunicato Corradino di Svevia.

 

Viterbo: Palazzo dei Papi

Viterbo: Palazzo dei Papi

 

Una visita della città potrebbe cominciare proprio dal Palazzo dei Papi con la sua Loggia e con la Sala del Conclave in cui si tenevano le udienze per le elezioni.  Proprio accanto al Palazzo dei Papi c’è il Duomo, caratterizzato dal campanile bicolore e dall’antico abside barocco. Il terzo edificio parte del complesso è il Museo del Colle del Duomo, con le opere archeologiche di Viterbo e della Tuscia di epoca etrusca. Da vedere il quartiere di San Pellegrino, un quartiere medievale in cui perdersi tra i “profferli”, le celebri scale esterne, le case a ponte e le case-torri. Viterbo è ricca di palazzi aristocratici, monumenti ricchi di opere d’arte di spiccato interesse, tra questi il Palazzo dei Priori con gli affreschi della Cappella del Palazzo.

 

Viterbo: Il Duomo

Viterbo: Il Duomo

 

Bisogna spendere anche del tempo per le fontane di Viterbo che costituiscono, nel loro insieme, un complesso architettonico che probabilmente non ha eguali in tutta Italia. Per il periodo che va dal XIII al XIV secolo gli esemplari di Viterbo offrono una documentazione insostituibile per riscoprire caratteristiche strutturali ed elementi decorativi derivanti dal mondo classico. Il tessuto urbano appare caratterizzato da piazze, nelle quali compaiono sempre una chiesa ed una fontana, simbolo entrambe della comunità cittadina medievale. Al momento dell’impianto urbanistico della città, le fontane costituirono il fulcro dell’abitato: quelle più semplici, a vasca rettangolare, venivano usate come abbeveratoi, poste lungo le vie e in prossimità delle porte di accesso della città. Quelle a forma monumentale, “a fuso” o a “coppe sovrapposte”, hanno invece una collocazione particolare, poiché sembrano situate nel punto di separazione tra l’area di pertinenza della parrocchia, o contrada, ed il percorso viario, in modo da offrire ristoro senza occupare spazio prezioso per il transito.

 

Viterbo: Fontana di Piazza della Rocca

Viterbo: Fontana di Piazza della Rocca

 

Il controllo dell’efficienza delle fontane, la cui costruzione e manutenzione era finanziata dalle singole contrade, era stabilita dalla legislazione ed era affidata all’istituzione dei “balivi viarum” che dovevano verificare la regolarità dell’afflusso idrico, garantire la limpidezza dell’acqua e provvedere a far eseguire la pulitura delle vasche. La città di Viterbo, oltre ad essere famosa come Città dei Papi è, da tempo immemore, ricordata per le sue acque termali. Narra la leggenda che Ercole, di passaggio nell’Etruria, fosse sfidato dai Lucumoni etruschi a dare prova della sua forza straordinaria: l’eroe allora conficcò in terra un enorme palo, che nessuno oltre a lui riuscì a divellere; dal gigantesco cratere lasciato nel terreno immediatamente scaturì dell’acqua bulicante, prodigio da cui deriva il nome “Bulicame” che ancor oggi identifica la sorgente principale del bacino termo-minerale viterbese. In epoca romana c’erano ben quattordici stabilimenti, ma ancora oggi Viterbo è meta di chi ama le terme. Il 3 settembre questa città si trasforma per l’evento dell’anno, la festa di Santa Rosa. La chiesa e il monastero di Santa Rosa sono il centro del culto per questa santa molto amata a Viterbo e provincia. La chiesa, rifatta nel 1850, dal 1258 ospita il corpo della santa.  Imperdibile la “Macchina di Santa Rosa”, una processione in cui un baldacchino alto 30 metri con in cima la statua di Santa Rosa viene portato in giro per Viterbo da un centinaio di uomini detti “Facchini di Santa Rosa“.

 

La Macchina di Santa Rosa

La Macchina di Santa Rosa

  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Viterbo

Via Filippo Ascenzi, 1 – 01100, Viterbo
Tel. +39 0761 3481
Sito web: www.comune.viterbo.it

Email: [email protected]