ROCCAMANDOLFI, UN PONTE TIBETANO “MADE IN” MOLISE

Postato su Gennaio 05, 2018, 2:25 pm
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Alla scoperta di Roccamandolfi, attraversando sentieri naturalistici e il suggestivo ponte tibetano

di Carmen Sergi – Carlo Di Marco

Roccamandolfi

Roccamandolfi

Pur essendo la seconda ragione più piccola d’Italia e con soli circa 310.000 abitanti, il Molise è ricco da un punto di vista sia naturalistico sia storico e ciò lo rende una meta interessante, anche per coloro che vogliono vivere delle vacanze avventurose.

La splendida natura e i paesaggi del Molise sono gli aspetti che, in questa sede, maggiormente ci interessano. È infatti una regione che può vantare la presenza di diverse aree protette, grazie ai floridi boschi tra l’Appennino abruzzese e il sannita. Questa caratteristica ha dato la possibilità di realizzare anche dei parchi avventura.

Per vivere un’avventurosa esperienza in Molise, immersi nella natura, ci dirigiamo a Roccamandolfi, paese situato alle pendici del Matese, un massiccio montuoso dell’Appennino sannita. È un comune poco conosciuto ma che ha molti motivi per essere visitato: da un punto di vista storico – culturale è importante per le sue origini medioevali, il cui castello che lo sovrasta ne è testimonianza; a livello escursionistico, ci sono differenti percorsi naturalistici e anche la possibilità di attraversare un ponte tibetano.

Cos’è un ponte tibetano? Si tratta di una struttura che collega due sponde, sospesa a diverse centinaia di metri di altezza, costruita con tre funi (in corda o acciaio) in tensione tra loro, in modo da evitare l’oscillazione.

Il ponte tibetano del Comune di Roccamandolfi si trova nei pressi dell’antico castello medioevale (Sentiero dei Fringuelli). È un “capolavoro di ingegneria e carpenteria metallica” costruito da una ditta molisana, “Michele Iezza”, per valorizzare il suggestivo paesaggio di quel tratto del Matese molisano.

Un’esperienza immancabile per chi ha uno spirito avventuroso e, soprattutto, per chi non soffre di vertigini. J

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