MONTE SANT’ANGELO: INATTESO INCONTRO DI LUOGHI E UN VECCHIO AMICO

Postato su Ottobre 10, 2016, 1:19 am
11  minuti

Il viaggio di oggi ci porta in Puglia, terra ricca di tradizioni e di cultura e ormai da anni meta turistica riconosciuta.  E più precisamente vi portiamo a conoscere: Monte Sant’Angelo.

di Boris Gagliardi

Mi ero preso un po’ di tempo da dedicare a me stesso. Ma si sa che da soli, non si può mai stare per troppo tempo. Decisi allora, di mettermi in macchina e presi la strada che da Trani mi portava verso Nord, direzione Foggia. Erano circa le 12:00 quando incontrai sulla strada un cartello che indicava Monte Sant’Angelo. Monte Sant’Angelo!? Ma è il paese di Matteo!!!  Matteo è stato il mio compagno di casa ai tempi degli studi all’Università di Perugia e quello che si intravedeva in alto era proprio il posto dove lui era nato e che tante volte mi aveva decantato. Tante volte mi aveva invitato e proprio ora che mi ero messo in viaggio, per caso, mi trovavo a passarci accanto. Che coincidenza!?- pensavo. Ma forse non lo è…!

Monte Sant’angelo

In fondo non sarà così difficile rintracciarlo. Ricordavo che il padre faceva il postino. E poi se non lo incontro, sarà la scusa per vedere finalmente il suo paesino. Così cominciai a salire per una serie di tornanti che portavano in centro e che sembravano non finire mai. Monte Sant’Angelo si trova a ben 843 metri, su di un cucuzzolo che si affaccia sul Mare Adriatico. Man mano che salivo il panorama si faceva mozzafiato e le belle forme della costa del Golfo di Manfredonia, si mostravano interamente. Arrivato in paese, mi fermai in una piazzetta, misi le doppie frecce ed entrai in un Bar e chiesi informazioni del mio amico. Il Barista mi disse che lo conosceva bene e che il padre passava di lì tutte le mattine a consegnare la posta e mi diede pure l’indirizzo preciso indicandomi la via dove girare. Potete immaginare la sorpresa di Matteo quando al citofono sentì la mia voce. Scese per le scale, ci abbracciammo e mi invitò a salire. Vieni, ti presento i miei. Stasera resti qui a dormire e oggi pomeriggio ti porto a visitare Monte.

Ti è andata bene. Oggi è Domenica e mia madre ha preparato le orecchiette fatte in casa e le braciole con il sugo del ragù e questo è il vino rosso fatto da mio nonno. Ma non ti ubriacare!!! Ma come sono felice, amico mio, grazie di cuore! Il pranzo è stato buonissimo! Abbi fede – disse Matteo – il meglio deve ancora arrivare. Andiamo in piazza. Ci prendiamo un caffè seduti ad un tavolino e ci rilassiamo. C’è una bellissima terrazza da cui si vede il mare. Qui l’aria è fresca e buona e spesso tira un venticello che ti porta lontano. E poi andiamo per le strade. C’è una cosa che ti devo mostrare. Ecco siamo arrivati! Quello che vedi è il Santuario di San Michele. E’ stato fondato al tempo dei Longobardi, proprio sopra una grotta e da allora, nei secoli, è tutt’oggi meta di pellegrinaggio dei fedeli e degli stessi Crociati in viaggio per Gerusalemme. La leggenda narra che un vecchio pastore del luogo abbia ritrovato il suo toro perduto all’interno di questa grotta ed essendo il luogo inaccessibile, e quindi il toro destinato a morire, abbia scagliato una freccia in direzione del toro e questa gli sia tornata indietro ferendolo. Raccontato l’accaduto al Vescovo di Siponto, questi istituì tre giorni di preghiera alla fine dei quali, durante la notte, gli comparve l’Arcangelo Michele nella grotta.

Da allora è divenuto luogo di culto.  Sono tanti i grandi uomini passati per questo cammino. Oggi è riconosciuto Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Anche San Francesco d’Assisi è venuto qui per la preparazione alla Quaresima del 1221 e tanti altri tra cui San Pio di Pietrelcina e San Giovanni Paolo II.  Il Santuario è uno dei tre maggiori luoghi di culto Europei intitolati a San Michele, insieme alla Sacra di San Michele in Val di Susa e a Mont-Saint-Michel in Normandia. Beh! … Continuiamo la nostra passeggiata. Le cose da vedere sarebbero tante: la tomba di Rotari, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, quella di San Francesco d’ Assisi, quella del Carmine e tante altre ma il tempo che abbiamo a disposizione non è tanto prima che arrivi sera.

Pertanto ho deciso di portarti a vedere il rione Grotte. Questo quartiere storico, chiamato anche di Sant’Apollinare, per la presenza del Tempio cattolico nel rione, è costituito da

Per le vie di Monte Sant’angelo

abitazioni basse, scavate nella roccia che spesso venivano usate come alloggi dalla parte più povera della popolazione. Mi ricordano i Sassi di Matera –  gli dissi.  Adesso continuiamo. Quelle case che invece vedi adesso, tutte di colore bianco e dai tetti spioventi fanno parte del rione Junno. Guarda come sono caratteristiche e come sono vicine, come attaccate da vicoli strettissimi. Di sera, illuminato dalle luci delle case e dei lampioni sembra un vero presepe. Bene c’è una cosa ancora che voglio farti vedere ma tocca prendere la macchina. Si trova appena fuori.

E’ l’Abazia di Pulsano ed i suoi Eremi. Eccola…siamo arrivati! Guarda in che bellissima posizione si trova. Da una parte c’è tutta la valle che divide Monte Sant’ Angelo da San Giovanni Rotondo, la più grande del Gargano. E’ occupata per lo più dalle coltivazioni e quelle che vedi laggiù, sui fianchi delle pareti del monte, sono i terrazzamenti destinati al pascolo. Qui si vive principalmente di agricoltura e di prodotti tipici. A proposito ricordami di farti assaggiare i poperati, un dolce a forma di tarallo fatto con la cannella e le bucce d’arancia. Quella che invece vedi dall’altra parte è la Foresta Umbra; è un’area protetta che fa parte del Parco nazionale del Gargano. Alla prossima tappa del nostro Viaggio.

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