IL CARNEVALE DI VENEZIA

Postato su Marzo 01, 2017, 7:00 am
11  minuti

Nella famosa città della Laguna, artisti e uomini di epoche differenti, si incontrano per festeggiare il Carnevale.

di Boris Gagliardi

In uno spazio senza tempo, come sospesa nella nebbia, l’eretica città passeggia, mette il fard, si ricompone e si prepara alla scena. Torce accese come fuochi di illusioni, camminano sulle acque, colorano la notte. Maschere antiche e nuove sfilano nelle piazze, si guardano beate, entrano nella parte; si affacciano dai palchi, si baciano sotto i ponti, consumano il silenzio nascosti negli anfratti. Uomini pronti, appesi alla conquista della Luna, carichi di Santi, come ceci in un tegame approdano a Venezia. Tiziano, il Tintoretto, Palladio, Monteverdi, il Canaletto, Marco Polo ed infine il Casanova. È il Carnevale e ora, qui, ogni cosa può, vale.

È l’ora del tramonto o forse è l’alba. Sono nella piazzetta San Marco antistante il Palazzo Ducale.  Le gondole tutte in fila, vicine, al molo, lasciate a se stesse, come a riposare. I lampioni della notte, dalle tinte color arancio, ancora accesi. Le due colonne alte, granitiche, quella con il leone alato, simbolo della Serenissima e quella di San Todaro, primo patrono, dal lato della Biblioteca, colto nell’atto di uccidere il drago.

La gente ferma, immobile, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, al sole che sta nascendo da dietro le cupole di San Giorgio Maggiore. Dietro, le luci delle procuratie si riflettono sul pavimento e sugli abiti che colorano la piazza. Uomini e donne dalle vesti raffinate e ambigue si cangiano i ruoli.

Ci sono le servette mute, le cortigiane, quelle con le maschere da gatta, gli uomini vestiti da bambini e quelli che indossano la bauta: la maschera bianca (larva) ed il cappello tricorno ed il tubero addosso. Agli angoli della piazza si accalca la gente. Ai lati gli spettatori ed al centro i giocolieri, i funamboli, gli artisti di strada. Al centro la folla si apre in due lasciando libero il passaggio al corteo. Chiedo alla maschera che mi è accanto, dal protubero esce una voce deformata. Non capisco se sia un uomo o una donna ma mi racconta che oggi, 2 di febbraio, nel giorno della purificazione di Maria, a Venezia è usanza celebrare e benedire le spose.

Presso la Basilica di San Pietro di Castello si svolge il matrimonio di dodici fanciulle, scelte tra le più povere e belle della città. Per contribuire alla costituzione della dote, le famiglie patrizie di Venezia sono coinvolte con delle donazioni ed è consuetudine del Doge concedere in prestito alle fanciulle gli splendidi gioielli e gli ori provenienti dal tesoro della città.

A seguito del sontuoso matrimonio, le spose vengono accompagnate in corteo verso Piazza San Marco. Giunte presso il Palazzo Ducale, ricevono gli omaggi dal Doge che le invita ad un ricco ricevimento a palazzo.

Successivamente il corteo si imbarca su quella galea più grande che vedi nel Bacino e che scortata da piccole e numerose imbarcazioni, percorre il Canal Grande verso Rialto, raggiungendo in seguito la Chiesa di Santa Maria Formosa, dove si svolgeranno altre solenni celebrazioni.

<< Andiamo adesso infiliamoci in quel varco per poter stare avanti e goderci il panorama. Che ne pensi delle nostre veneziane? >> disse la maschera. Sorridendo dissi solo una parola: << America!!!  Quando il corteo passò avanti, lo ringraziai e gli chiesi se potevo ricambiare il favore offrendogli un bicchiere. Ci dirigemmo sotto i portici e, trovato un tavolino libero ordinammo una birra fresca.

Gli chiesi quale fosse il suo nome, non sapevo ancora con chi avevo a che fare. Gli abiti e le movenze sembravano appartenere ad una fanciulla ma, la sua determinazione e la favella spigliata, ironica, quella sua simpatia, mi faceva pensare ad un uomo. Mi chiese per quanto mi sarei fermato e, se il Carnevale era la ragione per cui mi trovavo in quel luogo. Gli raccontai, che ero un giovane dottore, che amavo viaggiare, scrivere e cercavo ispirazione. Lui mi ascoltò attentamente, dopodiché disse: << Sei proprio fortunato! Io sono un uomo d’arte e conosco ogni vicolo, ogni calle e campo di questa città. Se ti fidi e, se sarai benevolo nei miei confronti, posso mostrarti cose e luoghi dove in questi giorni non è possibile andare.

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Nella famosa città della Laguna, artisti e uomini di epoche differenti, si incontrano per festeggiare il Carnevale.

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Antiche leggende e strani accadimenti si mescolano assieme nelle Gallerie dell’Accademia e nessuno alla fine della storia potrà dire di essere rimasto lo stesso.

Carnevale sull'acqua- Grand Opening del Carnevale di Venezia 2016- Video Ufficiale