FESTA DELLA PITA

Postato su Settembre 17, 2016, 8:38 pm
8  minuti

Il rapporto dell’ uomo con la natura, le tradizioni, il senso di appartenenza. Questo è molto altro nella festa della pita.

di Boris Gagliardi

Nel mese di aprile dedicato alla Calabria, alle sue bellezze, peculiarità e tradizioni, non potevamo non segnalarvi “La pita”, Festa che si svolge ad Alessandria del Carretto, paesino in provincia di Cosenza che fa parte del Parco nazionale del Pollino, del quale è il comune più alto a 1000 mslm, nell’ultima domenica di Aprile. Conosciuta dagli appassionati di Tarantella e da chi come noi è pronto a ritagliarsi un po’ di tempo per partire all’avventura e lì che da millenni si ripete puntualmente. Questa festa non potrà non coinvolgervi, catturarvi e rimanervi dentro. Non so come definirvela: allegra, pazzesca, massacrante!!!  Un vero e proprio “viaggio”, immersi nella natura, nella gente, nella Musica. Chiunque desidera entrare nell’evento e divenire protagonista, può farlo. Basta poco e non solo…! Basta alzarsi le maniche, mettersi le scarpe giuste, una bandana in testa e cominciare a tirare. Cosa: un albero, un enorme e lungo abete (pitè), circa 18 metri, che spogliato dei rami e della corteccia verrà trascinato a braccia attraverso delle funi dall’alto della montagna, lì dove si trovava, giù a valle, lungo un sentiero irto e tortuoso fino al centro della piazza del paesino, piazza San Vincenzo,

La Pita viene issata

La Pita viene issata

dove verrà issato come albero della cuccagna, il 3 Maggio, giorno della festa di San Alessandro Papa e Martire.  Il trasporto che comincia la mattina presto di buon’ora, circa le 8:00, e che durerà l’intera giornata fino al tramonto, è accompagnato da canti, balli e dai suoni di zampogne, organetti e tamburelli suonati dalla gente del posto, uomini, donne e bambini, e dai curiosi accorsi da più parti. A tutti i partecipanti del trasporto viene messa al collo una cordicina con un piccolo bicchiere in legno che dopo ogni spinta viene riempito (l’albero si sposta di circa tre metri ogni volta, visto la mole ed il peso). Il vino è quello locale, dolce e buono, offerto da chi lo ha realizzato per sé e per chi vuole partecipare allo sforzo. Potete immaginare amici miei, che onore, che esperienza e potete immaginare come si arriva alla sera: stanchi, malconci, inebriati e felici. La festa continuerà per tutta la notte in piazza dove sono stati allestiti banchetti con i prodotti tipici del luogo per mangiare, riprendersi dalla fatica e chiaramente, continuare a bere e a ballare la tarantella. Tenda e sacco a pelo obbligatori. Potrete dormire, guardando le stelle, in compagnia di un buon amico o della propria donna, oppure dormire in macchina o chiedere ospitalità alla gente del luogo che la darà volentieri, senza alcuno sforzo. Alle prime luci dell’alba quando ormai vige il silenzio ed il sonno ha vinto le membra indifese, lo Spirito del grande albero della Pita osserva e protegge la sua gente.

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Festa della Pita

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