FESTIVAL DEL MEDIOEVO: VIAGGIARE STANDO FERMI

Postato su Ottobre 10, 2016, 3:00 pm
6  minuti

Gubbio (PG): Festival del Medioevo, seconda edizione.

di Anastasia Quadraccia

Chiunque si aspettasse di trovare in questo articolo informazioni su Gubbio (cosa vedere, cosa mangiare, dove dormire etc), passasse pure oltre, perché qui troverà le mie spassionate, o al contrario fin troppo appassionate, impressioni sul Festival.
Poche notizie: il Festival del Medioevo di Gubbio, alla sua seconda edizione, è un unicum in Italia. Dal 4 al 9 Ottobre, oltre eventi di vario genere tutti incentrati rigorosamente sull’identità medievale di molte delle nostre città (mostre, laboratori per bambini, mostra-mercato, visite guidate, fiera del libro), presso il Centro di Santo Spirito tutti i giorni tutto il giorno

è stato possibile ascoltare i massimi esperti di storia medievale, ognuno nel proprio ambito di ricerca, ma tutti gli interventi legati dal fil rouge del rapporto tra Occidente ed Islam.
Interventi brevi, dai quarantacinque minuti all’ora e mezza a seconda del numero dei relatori, in un dialogo fluido continuo grondante di spunti e riflessioni: è possibile istaurare un parallelismo tra la religione cristiana e quella islamica, essendo entrambe religioni abramitiche? Il velo, quel velo integrale che lascia a malapena scoperti gli occhi, appartiene solo a quel mondo così lontano da noi che tanto ci spaventa?

Accampamaneto

Accampamaneto

Telefonando a casa, mentre facevo lo slalom tra spade sguainate, lunghe “code di diavolo” e rimbalzanti moniti “altolà qui Ghibellini!”, a commento alle mie entusiastiche parole mi è stato detto: per te, è un viaggio dell’anima!
Allora, senza voler fare della retorica, ho pensato che sì, è stato un viaggio dell’anima. Che i viaggi più potenti sono quelli nei quali la nostra mente si imbarca senza briglie, senza confini e senza barriere.
Che cosa cerchiamo in fondo nelle nostre peregrinazioni? La nostra identità.
E quale periodo migliore per ritrovarla se non nel Medioevo, in cui venne radicandosi la consapevolezza del senso di associazione, di aggregazione, delle città come comunità?
Il Festival del Medioevo, così ben organizzato, ha permesso tutto questo.

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