TRADIZIONI DI FINE ANNO: IL SE BRUSA UL VECC DI VARESE

Postato su Dicembre 19, 2017, 4:03 am
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A Germignaga, in provincia di Varese, da oltre quarant’anni si saluta il nuovo anno, mettendo al rogo quello vecchio.

di Roberta Grandinetti

Nella tradizione popolare sono molte le usanze che tra la notte del 31 dicembre e il 1 gennaio si mantengono per salutare l’anno vecchio e portare buono auspicio a quello nuovo. Queste usanze in Italia sono diverse: le lenticchie e il cotechino come ultimo piatto di portata del cenone per portare soldi e prosperità all’anno che viene; indossare almeno un indumento di colore rosso, perché porta bene; e poi c’è la tradizione di buttare via le cose vecchie, come piatti o bicchieri, nel gesto di liberarsi di tutto quello che ormai è vecchio per lasciare spazio al nuovo, col buono augurio che sia migliore.

Ed è a questa usanza che si ispira la tradizionale manifestazione “Se brusa ul Vecc” che si svolge ogni anno il 31 dicembre in provincia di Varese, a Germignaga. Questo rituale si svolgeva già nel primo ventennio del secolo scorso, ma poi fu vietato e sospeso dopo l’avvento del fascismo. All’epoca l’evento prevedeva un simbolico funerale per le vie del paese, con la presenza di una donna chiamata “Carlin del Meneghina”, che rappresentava un’inconsolabile vedova che accompagnava il suo vecchio nell’ultimo viaggio.

Il Se brusa ul Vecc

Il Se brusa ul Vecc

Questa tradizione riprese poi parecchi anni dopo e oggi i germignaghesi e le persone dei paesi limitrofi si riuniscono da oltre quarant’anni, poco prima del cenone, per dare l’addio all’anno che si sta concludendo con il rogo di un fantoccio in cartapesta di circa quattro metri di altezza, collocato nel greto del torrente San Giovanni. Il tutto si svolge all’interno della particolare cornice del “Cantun”, una delle contrade più antiche e caratteristiche del paese. Il fantoccio è costruito in legno, stoffa e cartapesta e simboleggia il vecchio anno. Ogni anno si danno vesti e sembianze diverse al “Vecc”, ispirate da momenti di vita comune del paese o a fatti di cronaca avvenuti nell’anno che si sta concludendo e che si vogliono scacciare via prima dell’avvento di quello nuovo. Ad esempio, per gettare nel fuoco la crisi economica, il Vécc ha assunto le sembianze di un povero pirata impegnato a navigare alla ricerca dell’Isola del Tesoro.

Ad accompagnare le fiamme liberatorie del rogo, parte anche uno spettacolo pirotecnico e la festa è contornata dalla musica della Banda e da vin brulé e cioccolata. Negli ultimi anni la manifestazione ha avuto inizio fin dal mattino con le bancarelle in via Baracca, pranzo con polenta e spezzatino e il pomeriggio allietato da una carrozza con i cavalli per portare a passeggio i bambini.

L’evento è organizzato dalla Pro Loco, in collaborazione con alcuni cittadini e l’Amministrazione Comunale ed è una tra le poche manifestazioni di questo genere, o forse l’unica, in tutta la provincia di Varese.

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