IL MERLETTO A TOMBOLO DI PREDOI: UN ARMONIOSO INTRECCIO DI DITA E FUSELLI

Postato su Settembre 20, 2017, 11:16 am
7  minuti

Come può un filo di cotone trasformarsi in una sinfonia di forme e intrecci? Scopriremo l’antica arte del tombolo dalle sapienti mani delle merlettaie di Predoi

di Gianluca Grandinetti

Tra le dita della merlettaia, corrono veloci i fuselli sopra il tombolo per riuscire a mettere un miracoloso ordine tra gli innumerevoli fili che alla fine formeranno uno di quei pizzi in filigrana che ancora oggi affascinano come ai vecchi tempi, quando servivano a ornare le vesti dei conti, dei vescovi e dei re.

Merletto a Tombolo di Pedroi

Merletto a Tombolo di Pedroi

Con il termine “tombolo” si indicano sia il merletto in sé, sia lo strumento usato per realizzarlo. Il tombolo è un cuscino che solitamente ha forma cilindrica – in alcuni eccezioni ha una forma appiattita – sul quale viene fissato con degli spilli il cartoncino con il disegno del merletto. La lavorazione viene eseguita utilizzando come strumenti dei bastoncini, detti “fuselli” ed utilizzati a coppie, attorno ai quali viene arrotolato il filo necessario alla lavorazione che viene intrecciato con specifici movimenti, fissando i nodi realizzati con degli spilli. I fuselli usati nelle realizzazioni più complesse possono essere anche un centinaio, mentre per quelle più semplici bastano poche coppie.

L’antica tradizione del merletto fatto al tombolo nasce per pura necessità, infatti prima della scoperta di questa tecnica, Predoi era un paese molto famoso per la presenza di una miniera di rame che dava lavoro a moltissime persone sia della valle Aurina, che delle vallate limitrofe. Era un’attività talmente tanto redditizia che molti lavoratori provenivano addirittura anche da altre nazioni.

Dopo 500 anni di estrazioni di rame, però, la miniera di Predoi dovette chiudere nel 1893, lasciando molte famiglie senza entrate. Le donne del paese non si scoraggiarono e fecero del loro passatempo un lavoro: con l’aiuto del parroco del paese e con il sostegno delle famiglie aristocratiche padrone della miniera, tre lavoratrici del tombolo particolarmente dotate vennero mandate a Vienna per perfezionare l’arte.

Nel 1894 venne istituita a Predoi una scuola per il lavoro al tombolo dove vennero tramandati alle donne della valle gli insegnamenti appresi a Vienna. I merletti prodotti vennero pubblicizzati in mostre sia in Italia che all’estero e vennero pubblicati anche su giornali di moda. Il successo fu immediato: aristocratici e famiglie nobiliari acquistarono subito i lavori provenienti dalla Valle Aurina. Il guadagno per le artigiane era minimo, spesso venivano pagate anche solo con generi alimentari. Con la Prima Guerra Mondiale, l’Alto Adige si staccò dall’Austria e quindi anche reperire il materiale per i filati fu molto difficile.

Merletto a Tombolo di Pedroi

Merletto a Tombolo di Pedroi

Solo negli anni ’30 si poté riprendere a lavorare al tombolo con filati provenienti da Milano. Nel 1994 venne fondata a Predoi un’associazione del tombolo, che si prese l’incarico di tramandare la tecnica e l’esperienza alle nuove generazioni. Oggi i pizzi al tombolo della Valle Aurina arricchiscono e abbelliscono camicette, vestiti, biancheria e sono anche molto usati come decorazioni per l’albero di Natale. È possibile assistere al lavoro al tombolo nella Casa Predoi, nel Museo delle Miniere-Granaio di Cadipietra e nel centro visitatori del Parco Naturale di Casere.

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