IL MERLETTO GORIZIANO

Postato su Novembre 20, 2017, 10:08 am
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La definizione di merletto è “intreccio di fili senza l’ausilio di supporti”, ma se parliamo del merletto goriziano è tutta un’altra storia.

di Flaminia La Malfa

Il merletto goriziano è realizzato rigorosamente a mano con l’utilizzo del tombolo al quale si applicano dei bastoncini, detti fuselli. Ciò che stupisce è la varietà dei merletti: infatti per la creazione di questi si utilizzano per lo più fibre naturali, lino, seta o cotone, ma talvolta sono impiegati anche materiali sintetici, come nylon o poliestere; possiamo trovare merletti naturali o colorati o addirittura impreziositi da materiali metallici come oro e argento che però mettono a dura prova l’operato delle merlettaie perché ancor più difficili da lavorare. Quello che contraddistingue il merletto goriziano è la sua tipicità – la “fiandra a tre paia di Gorizia” ad esempio è un punto particolare usato solo qui – e la differenziazione da tutti gli altri tipi di merletto, oltre che la sua storia.

Il merletto goriziano: lavorazione al tombolo

Il merletto goriziano: lavorazione al tombolo

Gorizia, la patria del merletto, in antichità era una città prevalentemente agricola, in cui un’attività artigianale e commerciale come la creazione di merletti non aveva le basi per potersi sviluppare.

Ma, a quanto pare, tutto iniziò con l’arrivo delle suore Orsoline a Gorizia nel 1672. La fondatrice del convento, madre Catherina Lambertina de Pauli Stravius, proveniva da Liegi, dove l’arte del merletto era già fiorente. Essendo le Orsoline un ordine religioso che si basa sulla preghiera e sulla operosità e ricerca di autosufficienza anche economica, le suore iniziarono a lavorare i merletti, spinte dalla loro madre superiore, ed iniziarono anche ad insegnarlo nelle scuole, da loro fondate e oramai frequentate da tutte le ragazze di buona famiglia di Gorizia.

I primi merletti erano chiamati “ad ago”, e non a tombolo, per due motivi: erano preparati nella solitudine della notte dalle suore Orsoline, che non potevano turbare la quiete notturna con una macchina come il tombolo che avrebbe fatto troppo rumore; inoltre le suore erano solite preparare merletti durante la preghiera, in ginocchio, ed è difficile pensare che potessero utilizzare il tombolo da quella posizione.

Dopo il via dato dalle suore Orsoline, veri e propri corsi vennero introdotti nelle scuole dall’Impero Austroungarico e organizzati dalla Scuola centrale di merletti di Vienna.

Nel 1978 nacque poi la “Scuola dei Corsi Merletti di Gorizia”, con la quale l’insegnamento dell’arte del merletto si diffuse in tutte le quattro province del Friuli.

Nel 2008 venne registrato il marchio “Merletto Goriziano-SCM-FVG” che lo tutela.

Oggi le maestre merlettaie e le allieve della “Fondazione Scuola dei Merletti di Gorizia”, fondata nel 2013, raggiungono quasi il numero di novecento e sono in continua crescita.

Infatti quello che inizialmente poteva essere ritenuto solo un passatempo delle nobildonne si va via via sempre più delineando come un vero e proprio lavoro, con sbocchi professionali per le merlettaie e sbocchi commerciali per i loro prodotti.

Non c’è da stupirsi, quindi, se il mercato cinese e nipponico abbia iniziato ad interessarsi all’utilizzo di merletti goriziani per il confezionamento di abiti e per la creazione di gioielli, tanto meno che l’arte del merletto sia in lista per il riconoscimento come Patrimonio Unesco.