LA CARRESE DI SAN MARTINO IN PENSILIS

Postato su Novembre 12, 2016, 9:36 pm
8  minuti

Siamo in Molise,  questa volta vi portiamo in uno dei suoi  borghi più suggestivi : San Martino In Pensilis, dove si svolge la Carrese.

di Boris Gagliardi

Anna, Madonna mia del Saccione e Santo Leone di San Martino e Sant’Adamo e  San Giovanni e tu Madre Maria e voi tutti santi , vi prego  di sostenermi in questo canto e di farci scampare da tempeste e terremoti, tuoni e lampi”. Sono questi alcuni dei Santi che invoca “a carrese”, il famoso canto popolare di San Martino di Pensilis. Per entrare allora nell’atmosfera e nel calore devozionale che si respira in questo paesino del Molise, posto su una collina ad una mezzoretta di macchina da Termoli, sul mare adriatico, anch’io li invoco e chiedo venia ed anche ispirazione. Siamo nei giorni della festa patronale di San Leone Confessore, detto San Leo che comincia il 29 Aprile e si conclude il 2 di maggio. La città è in fermento e ovunque non si parla che dei carri.

La Carrese i giovanotti

A sfidarsi sono tre diverse contrade del paese, tre partiti. Ci sono i giovani, i giovanotti e i giovanissimi. Ognuno porta il suo gagliardetto ed è contraddistinto dai suoi colori, bianco celeste, giallo rosso e giallo verde. E’ da mesi che ci si prepara all’evento, alla attesa gara, che da tempo immemorabile si ripete tutti gli anni. La gente scende dalle scale e si tuffa lungo il corso e per le strade per immergersi nella festa. I buoi con i carri sono pronti, allenati e desti. Dopo esser stati benedetti davanti al sagrato della Chiesa di San Pietro Apostolo, vengono accompagnati a passo d’uomo, come in pellegrinaggio, dalla gente fino al luogo della partenza verso la marina. Da li il giorno dopo prenderà il via! Il Sindaco sparerà in aria, lancerà il grido: Girate! e i carri che guardano verso il mare si gireranno e cominceranno la gara. Davanti ci saranno i vincitori dell’anno precedente e a poca distanza gli altri. Accanto i carri troviamo i cavalieri, i carrieri ed il cateniere, che precedono e seguono i buoi aggiogati e li guidano con una fune. Il percorso è lungo 8 km ed altrove, a metà strada, già scalpita chi dovrà fare il cambio. Altri buoi sono pronti per sostituire quelli stanchi. La manovra è delicata e occorre stare attenti ma nessun timore: il Santo ci protegge!! Chi arriverà per primo davanti la Chiesa avrà vinto l’ambito premio. Il busto d’argento del Santo passerà in processione sopra il carro del vincitore e gli altri lo seguiranno ma senza sfottò o altro, bensì cantando e lodando il Santo. Qui lo spirito regna forte e l’agonismo e la fede viaggiano accanto.  La piazza è stracolma, al lato domina il Castello Baronale, la gente fischia, trepida, esulta, si abbraccia. Si è fatta sera e la magia si espande. Si alzano in cielo fuochi e mortaletti. Mi allontano leggermente dal centro ed entro nei vicoletti della mezzaterra. Cosi si chiama la parte interna del borgo. Poi attraverso una viuzza accedo ad un affaccio e allo strapiombo. Lo spettacolo è bellissimo.

Giù c’è tutta la valle che porta sino al mare. Campi di grano e di girasoli, ulivi e vigneti si fondono. Quello lì deve essere il fiume Biferno. Mi fermo a respirare. L’aria è buona e mi sento bene. Mi è venuta fame. Entro in un locale e chiedo consiglio all’oste: per primo la pasta fatta in casa con la mollica e per secondo la panzanella. Bona!!! Ora sono stanco e felice. Il vino era rosso e forte. Domani la festa continua: i carri addobbati verranno portati davanti alla Chiesa ed il giorno dopo, la santa messa e la processione,  la consegna delle reliquie del santo. Potete immaginare o meglio: non vi resta che venire a provare!!!

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