LA DÉSARPA: TRA CAMPANE E CAMPANACCI

Postato su Novembre 01, 2017, 9:33 pm
7  minuti

Fuori dal locale la festa continua e una campana felice, originale batte la sua nota più alta. Benvenuti amici cari in Valle d’Aosta

di Boris Gagliardi

Amici di Vaghis ci troviamo in Valle d’Aosta, piccola Regione autonoma della nostra bella Italia, famosa per  le sue vette, i pascoli, le cascate, i castelli, ma pure per le sue tradizioni che qui, come in tutti i posti di montagna, sono fortemente sentite e costituiscono motivo di orgoglio per la gente del posto.

La désarpa

La désarpa

La fine della stagione estiva è segnata in Valle d’Aosta da un avvenimento tradizionale molto sentito dalla popolazione locale: la désarpa. Dopo una lunga estate vissuta negli alpeggi di alta montagna, ai piedi delle cime più alte d’Europa, le mucche fanno ritorno alle loro stalle di fondo valle. Il giorno della désarpa coincide, per tradizione, con la festa di San Michele. Così ogni anno, la transumanza dei bovini rappresenta un momento importante per la vita dell’allevatore, nonché un giorno di festa da condividere con tutta la popolazione. Il suono dei campanacci legati al collo di questi animali considerati sacri, venerati in molte culture e religioni del mondo antico e non solo, si diffonde per le bellissime valli richiamando l’attenzione di chi s’imbatte sul loro cammino. Oggi nei mercatini locali e negli stand o nelle botteghe durante la festa e “la Fiera dell’Orso” è possibile trovarne di varie tipologie e la forgiatura delle stesse non viene più praticata solo per fini pratici ma pure come oggetto ornamentale e persino musicale.

Le campane, forgiate come oggetto da regalare o da collezionare, hanno catturato l’attenzione addirittura dell’Unesco. Qualche artigiano del luogo ne ha fatto un’arte e un sogno: “quello di creare una sinfonia di musiche in una mandria di mucche al pascolo”. Non si tratta più quindi di costruire una campana, ma di creare suoni, e questo diventa possibile prevedendo angolature diverse, proporzioni, spessori, diametro delle bocche, apertura della cassa armonica. Dietro c’è uno studio immenso, fatto di prove continue e di un attento ascolto. Provare, ascoltare, riprovare, modificare riascoltare, fino a quando non si ottiene il suono desiderato.

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