LA GNOCCATA

Postato su Maggio 14, 2017, 11:39 pm
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A Guastalla, in occasione della Gnoccata, il generoso Re Gnocco offre un lauto pasto, ovviamente a base di gnocchi, a circa 30.000 persone.

di Anastasia Quadraccia

La Gnoccata, festa tradizionale della città emiliana di Guastalla, riproposta dal 1978 con cadenza triennale, è l’occasione, come suggerisce il nome stesso, per fare una grande abbuffata di gnocchi, ma soprattutto per rievocare in modo giocoso, tramite la figura del Re Gnocco, il difficile passato contadino degli Emiliani.

Il Re Gnocco

La festa, che nel corso del tempo ha conosciuto varie pause e riprese, affonda le sue radici forse già dal ‘700, importata da Verona, dove i mugnai del Po organizzavano iniziative di questo tipo. Dalla seconda metà dell’Ottocento la Gnoccata viene investita di messaggi politici, apertamente in polemica con il governo Menabrea, che nel 1868 aveva emanato una nuova tassa sul macinato, fautrice dell’ulteriore impoverimento dei già vessati contadini. Questa connotazione rivoltosa permarrà fino al 1880, quando l’invisa tassa verrà abolita dal governo Cairoli, e la festa abbandonerà l’aperta polemica lasciandone una eco satirica nel personaggio di un panciuto monarca, quasi un rex saturnaliorum di epoca romana, che, a furor di popolo, conquista beffardamente il diritto di amministrare per un giorno la città. Nella elargizione gratuita degli gnocchi, prodotti con la farina oggetto della precedente tassazione, vi si deve leggere la speranza e l’augurio di una realtà diversa, all’insegna dell’abbondanza e del benessere.

La figura di questo re, nelle ultime edizioni impersonata dallo showman Giacomo Valenti, che generosamente e magnanimamente sfama il suo popolo rimane tutt’oggi nella rievocazione moderna col nome di Re Gnocco o Re Serpo, che in passato, come si desume dai documenti conservati, era chiamato col nome parlante di Gnocchifago.

Momenti fondamentali della Gnoccata di Guastalla sono il corteo storico diviso in due sezioni, la prima dei “signori” (sfilata di personaggi storici che hanno esercitato il loro dominio sulla zona) e la seconda del “popolino” (sfilata su carri tradizionali di rappresentanti degli antichi mestieri); la distribuzione gratuita di 2.500 kg di gnocchi (cotti, ovviamente) e l’incoronazione del “Re degli gnocchi”.

Altre iniziative di tipo culturale ed enogastronomico arricchiscono e fanno da contorno a questo primo piatto, bottone gustoso e carico di storia.

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