LA MACCHINA DI SANTA ROSA: PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO.

Postato su Maggio 04, 2018, 12:37 am
9  minuti

«Lo scopo del Sodalizio è quello di mantenere uniti i Facchini di Santa Rosa in fraternità d’intenti per poter far si che il trasporto della “Macchina di Santa Rosa” avvenga in quello spirito di responsabilità, alla quale ognuno dei Facchini deve sentirsi sempre impegnato fisicamente e moralmente, per tenere sempre viva la tradizione ultra secolare che dà onore e vanto alla città di Viterbo.»

-Dallo Statuto del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa-

di Valentina Belli

Viterbo, alta Tuscia, Città dei papi, tutti gli anni dal 1258 d.C. Santa Rosa patrona della città viene portata in spalla dai suoi fedelissimi – facchini – in un pellegrinaggio urbano di 1,200 km in cui la santa padroneggia dall’alto dei tetti, nella buia e silenziosa contemplazione di quella che ormai è diventato un punto di riferimento per i viterbesi e sempre più anche per i turisti.

Rosa fu una giovane e gracile fanciulla che nacque nel 1233, figlia di agricoltori fu colpita da una sindrome rara, guarì miracolosamente ed entrò a far parte delle Terziarie Francescane, devozione che coltivava sin da piccola.

Macchina di Santa Rosa

Macchina di Santa Rosa

Animata da una incrollabile devozione cristiana, predicò nelle vie di Viterbo spronando i concittadini a non assoggettarsi al potere assoluto di Federico II.

Fu esiliata nell’inverno del 1250 e rientrò in città dopo la morte dell’imperatore Federico II, che predisse tramite un sogno, ma la sua salute peggiorò ulteriormente, tanto da portarla alla morte il 6 marzo del 1251.

Il corpo di Rosa fu sepolto direttamente nella terra a pochi metri dalla sua casa, ma, dopo averla vista in sogno per molte notti, papa Alessandro IV decise di traslarla, qui la sorpresa generale nel trovare, dopo otto anni, il corpo ancora integro: era il 4 settembre 1258.

La partecipazione del popolo fu così sentita che da quel momento santa Rosa (canonizzata ancora prima dei documenti ufficiali) venne portata in spalla tutti gli anni.

La Macchina di Santa Rosa è una struttura alta 30 m, per un peso di circa 5 tonnellate;
oggi ha la forma di una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina che sempre culmina con la statua della santa. Viene commissionata una nuova macchina ogni 5 anni e le ultime più famose sono
“Ali  di luce” e “Gloria”, quest’ultima prende il nome proprio dalla tradizione che vede i viterbesi, da ben quattro secoli, portare in gloria la loro patrona santa Rosa dai cosiddetti “Facchini”.

I “Facchini” sono 100 e sono distribuiti in maniera strategica sotto la macchina per bilanciare l’enorme peso. Solo da pochi anni i facchini si sono uniti sotto il “sodalizio”, associazione che permette una migliore attività e coordinazione dell’evento.

Di indubbia bellezza e palpitante attesa, tutta la processione è un susseguirsi di eventi, dalla fatidica “mossa” per alzare la macchina, al percorso che si snoda tra le vie strette del centro storico tutto in un religioso buio, fino all’ultimo tratto che consiste in una ripida via in salita, effettuata quasi a passo di corsa, per lasciare la Macchina davanti al santuario, dove rimane esposta ai visitatori per circa 5 giorni. 

La Macchina di Santa Rosa è una di quelle tradizione che va vissuta per capirne l’emozione e il coinvolgimento di tanti anni di fede e devozione.

….sembra che Dio sia sopra i tetti di Viterbo. E cammina e corre verso l’urna intravista, dove le Sacre Spoglie attendono

Salvatore Di Pietro

PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO: www.comune.viterbo.it/viterbo

LA MACCHINA DI SANTA ROSA

La Macchina di Santa Rosa