IL PALIO DELLA BOTTE DI AVELLINO, UN’ANTICA TRADIZIONE MEDIEVALE

Postato su Febbraio 21, 2018, 8:28 am
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Nella rievocazione rinascimentale di Avellino il Palio della Botte è una gara di forza e abilità, che negli anni è diventato uno degli appuntamenti più attesi della città

di Gianluca Grandinetti

Ogni anno dal 10 al 12 agosto, ad Avellino, si tiene il tradizionale e curioso Palio della Botte. La competizione vede sfidarsi le sette contrade di Avellino: Bellezze Parco del PrincipePorta Beneventana Porta NapoliPorta Puglia Terra Tuoppolo.

Tutte le contrade, partendo dalla chiesa di Monserrato, si sfidano facendo rotolare con una spranga ricurva una botte di circa 2 quintali, spingendola lungo Corso Umberto I. Il percorso, lungo circa 450 metri, è tutto in salita, e per i contradaioli costituisce un’impresa abbastanza ardua riuscire a far avanzare le botti sull’acciottolato senza che queste cambino continuamente direzione. La vittoria del Palio viene assegnata al rione che avrà raggiunto nel minor tempo la fontana di Bellerofonte. Le due contrade finaliste si sfideranno nell’ultimo giorno dell’evento.

Palio della Botte di Avellino

Palio della Botte di Avellino

Questa tradizione nacque sul finire del XVI secolo per celebrare la presa della città da parte della signoria dei Caracciolo. Riportato in auge nel 1998 da don Emilio Carbone, parroco della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il Palio della Botte affonda le sue radici storiche nella seconda metà del Cinquecento. Si narra che proprio in questo periodo venne disputata la prima “gara della botte” per salutare l’avvento della famiglia Caracciolo in città e il contemporaneo ritrovamento in contrada Tuoppolo di un affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli. La natura stessa della manifestazione, che vedeva protagonisti i ceti più umili della popolazione avellinese, fa sì che molte notizie in merito alla gara non abbiano una documentazione certa; la maggior parte dei cenni storici, infatti, sono affidati all’oralità. È molto probabile che il Palio non venisse svolto tutti gli anni come adesso, ma solo saltuariamente. Il percorso di gara, tuttavia, stando alla documentazione, era molto simile a quello odierno: la partenza era situata vicino alla chiesa di Monserrato (nei pressi del Casino del Principe), mentre la fontana di Bellerofonte rappresentava il punto d’arrivo dopo la salita di via Costantinopoli (oggi Corso Umberto I).

Alle ore 19 del 12 agosto, per le strade del centro storico ha inizio la sfilata della “Corte”, abbigliata con sfarzosi abiti medievali, cuciti a mano seguendo il modello delle migliori sartorie teatrali toscane. Oltre alla “Corte”, alla sfilata prendono parte la carrozza del “Principe Caracciolo” e, a seguire, il “Carro con il tesoro”, simbolo del Monte di pietà che anticamente forniva la dote alle ragazze meno abbienti della città. Chiudono il corteo 50 sbandieratori e cavalieri toscani oltre ai Trombonieri di Cava de’ Tirreni. Tutti i figuranti, dopo aver sfilato per il centro storico, si recano al Duomo per omaggiare la Madonna Assunta con una corona di fiori. In seguito, la rappresentanza in costume prende posto davanti la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in attesa che il Principe legga il bando d’inizio del Palio.

Alle 21:00, dopo la lettura del bando da parte del Principe Caracciolo, ha inizio il Palio vero e proprio. Prima viene disputata la finale del Palio dei Bambini, le cui selezioni avvengono il giorno prima, poi si effettuano le selezioni delle due contrade che con i due tempi migliori si sfideranno nella finale.

Il Palio però non è solo una gara sportiva, è soprattutto un momento di solidarietà. Come un tempo il Conte di Pietà raccoglieva donazioni per fornire una dote alle fanciulle povere, così oggi l’organizzazione del Palio raccoglie una somma da devolvere in beneficenza.

PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO: www.paliodellabotte.it